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  • Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026

Doppia tromba d'aria nel Trapanese, Cnr: "Ottobre mese di picco per questi fenomeni violenti, ma non sono rari in Sicilia"

I ricercatori Miglietta e Ingrosso analizzano il tornado che ha devastato una scuola nel Marsalese: "Condizioni tipiche per l'isola, previsione complessa".

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La costa siciliana a sud di Marsala è stata colpita nella mattinata del 9 ottobre da un violento tornado che ha provocato ingenti danni materiali e devastato un edificio scolastico lungo la sua traiettoria.

Sull'episodio sono intervenuti Mario Marcello Miglietta e Roberto Ingrosso, ricercatori dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), offrendo un'analisi tecnica e storica del fenomeno.

“È già accaduto che tornado violenti si abbattano sulla Sicilia, sebbene in passato questi abbiano interessato principalmente la costa orientale. Il 7 ottobre 1884 un tornado ha causato 30 morti a Catania, risultando uno dei 10 che hanno causato più morti in Europa, mentre nel dicembre 1850, proprio in prossimità di Marsala, un evento particolarmente violento avrebbe causato 500 morti, anche se non si è sicuri che si sia trattato di un tornado.

Altri eventi che hanno causato vittime in Sicilia nell’ultimo decennio sono il tornado di Modica del 17 novembre 2011 e uno che ha causato una vittima a Pantelleria il 10 settembre 2021. Quindi, non si tratta di eventi rari quanto si potrebbe pensare”, spiegano gli esperti del Cnr.

I ricercatori hanno poi dettagliato le dinamiche meteorologiche che hanno originato la tromba d'aria: “Ottobre rappresenta il picco di attività tornadica in Sicilia, quando aria più fresca arriva sul Mediterraneo ancora relativamente caldo innescando trombe marine che si possono spostare nell’entroterra, come nel caso odierno. Le condizioni che hanno favorito questo evento sono quelle tipiche degli eventi in Sicilia: correnti umide sudoccidentali in medio-alta troposfera, elevato contenuto di umidità, forte instabilità dell’aria.

Nel caso odierno, l’arrivo di aria più fresca in quota ha accentuato le condizioni favorevoli all’innesco, mentre le condizioni a larga scala non apparivano particolarmente intense, rendendo pertanto difficile la previsione”.

In merito alle possibili correlazioni con il riscaldamento globale, la posizione del Cnr-Isac invita alla cautela analitica: “Sicuramente il Mediterraneo che continua a riscaldarsi favorisce lo sviluppo di fenomeni di convezione molto violenta, ma non è possibile attribuire questo evento al cambiamento climatico in modo diretto senza studi approfonditi”.

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