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  • Salerno - Mercoledì 7 Ottobre 2026

Dottorato honoris causa a Vasco Rossi a Salerno: "Le parole sono un'arma potente"

Il rocker riceve il titolo in Politica e Comunicazione dall'Ateneo campano: "Tranquillizzo i miei detrattori, continuerò a fare concerti".

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Tra applausi, cori e l'accoglienza calorosa degli studenti sulle note di "Vita spericolata", Vasco Rossi ha ricevuto nell'aula magna dell'Università di Salerno il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione, consegnato dal rettore Virgilio D'Antonio.

"Un dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione... per me? Questa proprio non me l'aspettavo", ha esordito il Blasco, ironizzando sul riconoscimento accademico. "Dottorato significa che potrei anche insegnare, ma tranquillizzo subito i miei affezionati detrattori: continuerò a fare concerti".

Interrogato su cosa significhi essere una rockstar del suo calibro, il cantante di Zocca ha evidenziato il peso del proprio ruolo: "Essere Vasco Rossi? La risposta breve è: una grande responsabilità", che equivale a "restare me stesso, senza tradire quello che sono per piacere a qualcuno".

Nel corso della sua lectio magistralis, il Blasco ha analizzato l'intreccio tra canzone, linguaggio e dibattito pubblico. "Io non le ho studiate sui libri, le ho vissute, le ho subite e qualche volta, lo ammetto, provocate. Ho scritto canzoni. Punto", ha sottolineato, spiegando il valore dei suoi brani: "Una canzone non è soltanto una canzone. È un messaggio che viaggia senza ufficio stampa. La musica fa ciò che la comunicazione ufficiale spesso dimentica: non si limita a informare. Muove emozioni, ricordi e domande".

L'analisi dell'artista si è poi allargata all'influenza della produzione musicale nelle dinamiche sociali: "La politica non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini".

Un passaggio centrale è stato dedicato all'uso e al peso del linguaggio: "Ogni parola costruisce un clima", poiché le parole "possono manipolare, creare nemici e vendere paure, ma anche dare voce a chi non riesce a farsi sentire e difendere tolleranza e inclusione".

Riflettendo sulle dinamiche attuali dei social network, il cantautore ha lanciato un monito: "Prima di parlare bisognerebbe imparare ad ascoltare", avvertendo che "avere più microfoni non significa avere più chiarezza".

Accogliendo l'unanimità del voto con la consueta verve, Vasco ha commentato: "All'unanimità? A me? Che sono sempre stato considerato divisivo...". Rivolgendosi poi ai docenti dell'ateneo e liquidando le vecchie leggende metropolitane su presunte offese al Mezzogiorno, ha espresso il proprio apprezzamento: "Voi avete scelto di guardare oltre etichette e pregiudizi", chiosando con una battuta: "Non puoi discuterci con l'ignoranza ma con le menzogne inventate per infamare, si querela".

In conclusione, di fronte alla standing ovation finale della platea universitaria, il rocker ha ringraziato visibilmente commosso: "Vedervi qui, tutti in toga, e ricevere questo riconoscimento in quest'aula magna mi emoziona davvero. Grazie, cari colleghi professori... da oggi sono un prof anch'io. Tranquilli: non darò voti. Al massimo chiederò il bis".

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