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- Roma - Venerdì 29 Maggio 2026
Drone russo su condominio in Romania, Medvedev minaccia l'Ue: "Il sonno tranquillo è finito"
La risposta della Romania è stata immediata, con l'espulsione del console russo. L'Unione Europea e l'Italia hanno condannato l'atto, promettendo sanzioni e rafforzando la sicurezza collettiva.
La retorica bellicista del Cremlino torna a spaventare le cancellerie occidentali dopo l'incursione aerea che ha violato i confini della Nato.
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, ha formalizzato via social una serie di pesanti avvertimenti rivolti direttamente alle opinioni pubbliche del continente. “Cittadini dei Paesi dell'Ue, sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni!”, ha minacciato l'ex presidente russo su X a seguito delle ferme reazioni internazionali per il grave incidente di frontiera.
L'esponente del governo di Mosca ha successivamente rincarato la dose definendo gli Stati membri dell'Unione come degli “euro-impotenti” e aggiungendo che “certo, dobbiamo scoprire di chi fosse” il velivolo precipitato. Medvedev ha poi cercato di ribaltare le responsabilità del conflitto: “Droni europei, pezzi di ricambio per questi droni, altre armi, per non parlare dell'intelligence, partecipano quotidianamente ad attacchi contro il nostro Paese. A causa delle loro azioni, edifici residenziali vengono danneggiati e i nostri civili muoiono”, concludendo con toni perentori: “Quindi si preparino: questo continuerà ad accadere. C'è una guerra! E i cittadini degli Stati dell'Ue, come le popolazioni dei Paesi in guerra, non potranno dormire sonni tranquilli”.
La crisi internazionale è deflagrata poco prima delle tre di notte, in concomitanza con un massiccio bombardamento sferrato dalle forze russe contro gli snodi logistici della vicina regione ucraina di Odessa. Durante le operazioni, un drone d'attacco russo ha oltrepassato la frontiera della Romania, andandosi a schiantare contro una struttura residenziale civile nella città di Galați e provocando un vasto incendio nel quale sono rimasti feriti due inquilini, tra cui un minorenne.
Nelle stesse ore, la marina di Kiev ha denunciato un altro raid mirato: “Un attacco con un drone russo ha provocato un incendio su una nave turca salpata dal porto di Odessa”, un'azione che ha causato il ferimento di due membri dell'equipaggio a bordo del cargo battente bandiera di Vanuatu.
La risposta politica del governo romeno è stata immediata e radicale: le autorità di Bucarest hanno dichiarato il console generale russo "persona non grata", ordinando contestualmente l'immediata cessazione delle attività e la chiusura del Consolato generale di Mosca nella città costiera di Costanza.
La replica del ministero degli Esteri russo ha assunto i contorni di una netta smentita unita a esplicite promesse di ritorsione. La portavoce Maria Zakharova ha definito infondate le contestazioni europee sulla violazione degli spazi aerei comunitari: “Tutte le accuse che sentiamo, in particolare quelle riguardanti i droni presenti da qualche parte nell'Unione Europea, sono infondate; non è stato presentato un singolo fatto, materiale o prova”, ha dichiarato alla tv RT. La funzionaria ha poi aggiunto che le contromisure di Mosca “non tarderanno ad arrivare”, sostenendo che “gli occidentali hanno bisogno del clamore mediatico suscitato dal drone in Romania per distogliere l'attenzione dall'omicidio dei bambini di Starobilsk per mano di Zelensky, commesso con fondi e sostegno dell'Ue e, come ormai è chiaro, per giustificare la chiusura del Consolato generale russo a Costanza”.
Sulla stessa linea il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha escluso ogni ipotesi di mediazione europea: “Al momento, l'Europa è parte in causa nel conflitto a fianco dell'Ucraina. Non dimentichiamo che le armi europee ci stanno sparando direttamente addosso, ed è impossibile ignorarlo. Pertanto, ovviamente, in questa situazione, l'Europa non può pretendere di mediare in alcun modo”.
Il monitoraggio radar dell'incursione ha spinto i vertici della Nato a varare contromisure operative urgenti per blindare il proprio fianco est. Il segretario generale Mark Rutte ha aperto un canale di consultazione permanente con il capo dello Stato romeno, Nicușor Dan. “Siamo pronti a difendere ogni centimetro del territorio alleato”, ha ribadito Rutte, definendo la sconsideratezza di Mosca un pericolo per la stabilità collettiva.
Al termine del Consiglio Supremo di Difesa nazionale, il presidente Dan ha spiegato che il velivolo faceva parte di uno sciame composto da ben 43 droni russi e ha annunciato che l'Alleanza dislocherà temporaneamente sistemi avanzati di difesa aerea sul suolo romeno. Tale misura d'emergenza coprirà il fabbisogno di sicurezza nazionale fino a quando il Paese non completerà la modernizzazione tecnologica delle proprie forze armate, un piano che beneficerà dei finanziamenti europei del programma Safe.
L'episodio ha sollevato un'ondata di ferma esecrazione da parte delle massime cariche istituzionali dell'Unione Europea e del governo italiano. La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha denunciato la gravità del raid sul confine orientale: “La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite. Un'incursione di droni russi ha colpito un'area densamente popolata in Romania, ferendo dei civili. Su territorio dell'Ue. Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo”, annunciando inoltre la preparazione del 21esimo pacchetto di sanzioni economiche contro il Cremlino.
Parole di dura condanna sono arrivate anche da Palazzo Chigi per bocca della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Questa notte un drone russo ha colpito un edificio civile in Romania, ferendo due cittadini sul territorio di uno Stato alleato e membro dell'Unione europea. Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea. La mia più profonda vicinanza e solidarietà va alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno”.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto a Mosca “un impegno serio per una pace giusta e duratura”, esprimendo appoggio alla ministra Oana Toiu, mentre il titolare della Difesa Guido Crosetto ha rimarcato la compattezza dell'apparato militare euroatlantico: “Ciò rappresenta una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata. Di fronte a queste minacce, la coesione della Nato resta incrollabile: la sicurezza di un membro dell'Alleanza e dell'Unione Europea è la sicurezza di tutti noi. Uniti a difesa della pace, della stabilità e del territorio euroatlantico”.
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