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- Roma - Venerdì 29 Maggio 2026
Ebola: negativo il test sulla dottoressa di Msf ricoverata allo Spallanzani
Il governo italiano ha sollecitato l'Unione Europea a implementare una strategia coordinata per la gestione dei viaggi dalle zone colpite, evidenziando l'importanza della vigilanza sanitaria. Le istituzioni europee hanno assicurato un impegno attivo per affrontare la situazione.
di Luca Ferrante
L'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma archivia con esito favorevole il primo, cruciale accertamento diagnostico legato al potenziale focolaio emorragico africano, spegnendo i timori di una diffusione del contagio sul suolo nazionale: ha dato esito completamente negativo il test clinico condotto sulla dottoressa della ong Medici Senza Frontiere (Msf), recentemente rimpatriata dalla Repubblica Democratica del Congo, che era entrata in isolamento fiduciario dopo aver prestato soccorso a individui affetti dal patogeno.
L'evoluzione del quadro clinico è stata monitorata direttamente dalle autorità sanitarie centrali. "Si tratta di un medico chirurgo che non presenta sintomi, ma che ha comunque autorizzato l'esecuzione del test che è risultato negativo. Il test è stato effettuato allo Spallanzani di Roma dove la dottoressa si trova ora per la quarantena", ha specificato attraverso un bollettino ufficiale il ministero della Salute.
Il medico, giunto nella struttura romana nel corso della notte, si trova in buone condizioni fisiche generali; il protocollo di massima sicurezza medica impone tuttavia il mantenimento della degenza precauzionale e la sorveglianza attiva fino alla giornata dell'8 giugno, come confermato dalle stesse fonti interne di Msf.
L'episodio ha spinto la presidenza del Consiglio italiana a investire della questione i massimi livelli direttivi dell'Unione Europea, chiedendo l'adozione immediata di una strategia continentale coordinata per la gestione degli scali aeroportuali e dei varchi di transito. La premier Giorgia Meloni ha formalizzato l'invito inviando una lettera ufficiale al presidente di turno del Consiglio dell'UE Nikos Christodoulides, al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Nella missiva si legge che "l'Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell'Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione". L'iniziativa del governo di Roma si pone come obiettivo prioritario quello di sollecitare, fermo restando il rispetto delle autonomie e delle prerogative dei singoli Stati in materia di politiche sanitarie, "un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".
La presa in carico delle istanze sollevate da Palazzo Chigi è stata confermata dagli uffici stampa dell'esecutivo dell'Unione, che hanno ribadito la piena mobilitazione delle strutture di crisi comunitarie per arginare i vettori di infezione. "La ricezione della lettera della presidente Meloni" è stata convalidata dalla portavoce della Commissione europea, Eva Hrncirova, la quale ha assicurato che le istituzioni comunitarie provvederanno a inviare un riscontro formale "a tempo debito".
La funzionaria ha poi voluto riaffermare i cardini dell'impegno europeo sul fronte della biosicurezza: "Ribadiamo che la tutela della salute pubblica è la priorità assoluta della Commissione. Stiamo seguendo da vicino l'evolversi della situazione, che richiede vigilanza e coordinamento". Hrncirova ha ricordato che l'Unione possiede "canali e strumenti per agire rapidamente" e che l'apparato centralizzato "sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i paesi colpiti e ridurre il risco di ulteriore trasmissione".
Il coordinamento tecnico si sta sviluppando attraverso incontri costanti tra i delegati nazionali: "I rappresentanti degli Stati membri in seno al Comitato per la sicurezza sanitaria si confrontano regolarmente anche sul tema della gestione dei viaggi dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda. La scorsa settimana il Comitato per la sicurezza sanitaria, in accordo con gli Stati membri, ha espresso un parere in cui si afferma che, in questa fase, la misura più importante da adottare è lo screening in uscita dalle regioni colpite".
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