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  • Roma - Martedì 22 Settembre 2026

Energia, Mariotti (Enea): "Sviluppo sul nucleare mai interrotto, alle imprese italiane 2 miliardi di commesse"

La presidente dell'ente di ricerca interviene al convegno sul Technology Transfer: "Deteniamo tecnologie proprietarie sul raffreddamento a piombo. La transizione energetica necessita di un mix di soluzioni".

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La ricerca scientifica sul nucleare in Italia e il ruolo dell'industria nazionale nella filiera globale dell'energia atomica continuano a far registrare numeri e competenze di primo piano.

A tracciare il quadro è stata la presidente dell'Enea, Francesca Mariotti, intervenuta a margine dell'evento "Technology Transfer: creare Valore tra Ricerca e Industria", promosso e organizzato dallo stesso ente.

Nel corso del suo intervento, Mariotti ha ribadito con forza come le attività di studio dell'ente non abbiano mai subito interruzioni, concentrandosi in particolare sulle soluzioni avanzate per i reattori di quarta generazione: "Noi siamo proprietari di tecnologie sul raffreddamento a piombo", ha sottolineato la presidente, rivendicando la leadership scientifica sviluppata nei laboratori italiani.

Accanto al settore della fissione di nuova generazione, l'Enea mantiene una posizione di rilievo anche nel campo della fusione nucleare, operando come secondo partner strategico all'interno del consorzio europeo Eurofusion. Un impegno sul fronte della ricerca che genera ricadute dirette sul tessuto economico nazionale.

Mariotti ha infatti quantificato in circa 2 miliardi di euro il valore complessivo delle commesse industriali ottenute dalle aziende italiane nell'ambito di Iter, il programma sperimentale internazionale per la realizzazione del primo reattore a fusione, evidenziando come la filiera industriale del Paese riesca a essere competitiva sui mercati esteri anche in assenza di siti di produzione nucleare sul territorio nazionale.

In prospettiva, la presidente dell'Enea ha inserito le tecnologie nucleari all'interno di una strategia della transizione energetica fondata sulla neutralità tecnologica, ricordando che nessuna fonte o soluzione, da sola, potrà essere in grado di coprire l'intero fabbisogno energetico del futuro.

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