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  • Roma - Lunedì 1 Giugno 2026

Eurozona, sondaggio Bce: l'inflazione percepita dai consumatori schizza al 4%, peggiorano le attese sulla crescita

Le aspettative economiche si fanno pessimistiche, con previsioni di contrazione del PIL e stagnazione dei salari, mentre le spese quotidiane continuano a crescere, attestandosi al 5,3%.

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I timori legati alle fiammate dei costi energetici, alimentati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in Iran, continuano a pesare sul sentiment delle famiglie residenti nell'area euro, alterando la percezione del costo della vita e deprimendo le aspettative sullo stato di salute dell'economia.

Secondo quanto rilevato dall'ultimo monitoraggio mensile promosso dalla Banca Centrale Europea, il quadro relativo all'inflazione percepita dai cittadini negli ultimi dodici mesi ha fatto registrare un marcato incremento, portandosi al 4% nel mese di aprile rispetto al 3,5% evidenziato nella precedente rilevazione di marzo. Al contrario, i dati sulle proiezioni future mostrano una sostanziale fase di stasi, associata però a un progressivo deterioramento delle stime sull'andamento del Prodotto Interno Lordo.

Nel dettaglio delle scomposizioni temporali elaborate dagli uffici di Francoforte, le previsioni dei consumatori sull'andamento dei prezzi al consumo per i prossimi dodici mesi si sono attestate al 4%, confermando il medesimo valore del mese precedente.

Volgendo lo sguardo a un orizzonte a medio termine, le aspettative a tre anni hanno subìto una lievissima limatura, scendendo dal 3% al 2,9%, mentre le valutazioni sulla crescita dei prezzi a cinque anni sono rimaste inchiodate al 2,4%. Sul fronte della crescita macroeconomica, l'orientamento della popolazione si è fatto più pessimistico: per i prossimi dodici mesi si ipotizza una contrazione del sistema produttivo pari al 2,2%, in peggioramento rispetto al -2,1% stimato a marzo.

La stessa istituzione monetaria ha tenuto a precisare che tali percentuali non rappresentano le previsioni economiche ufficiali o i target della Bce, bensì la risultante statistica di un'indagine campionaria effettuata tra il 2 aprile e il 4 maggio, che ha coinvolto un bacino di 19.000 cittadini maggiorenni distribuiti in undici nazioni della zona euro, inclusa l'Italia.

I riflessi di questo clima di incertezza si riverberano in modo nitido anche sulla pianificazione dei bilanci familiari e sulla fiducia nella capacità di acquisto. Il sondaggio evidenzia infatti una flessione nelle metriche relative alla dinamica dei salari nominali, con le attese di incremento bloccate allo 0,8% per i prossimi dodici mesi, a fronte del +1,2% che era stato pronosticato nel mese di marzo.

Di segno opposto, invece, l'andamento delle uscite destinate ai consumi quotidiani e alle necessità primarie: le stime sulla crescita delle spese correnti nell'arco dell'anno sono salite al 5,3%, evidenziando un incremento rispetto al 5,1% calcolato nella precedente finestra di rilevazione.

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