
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 7 Ottobre 2026
Ex Ilva, il Senato approva il decreto per la continuità produttiva: il testo passa alla Camera
Misure urgenti per garantire l'operatività degli impianti e modulare le garanzie ambientali durante l'amministrazione straordinaria. Il governo: "Preserviamo la funzionalità senza modificare i presidi".
Nuovo intervento parlamentare per gestire la crisi del gruppo ex Ilva: il Senato ha approvato il decreto recante misure urgenti volte ad assicurare la continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, accogliendo il testo modificato dalla Commissione con 49 voti contrari e 3 astensioni.
Il provvedimento passa ora all'esame della Camera dei Deputati, dove dovrà essere convertito definitivamente in legge entro la scadenza del 27 ottobre.
La normativa consente alle imprese in amministrazione straordinaria che gestiscono stabilimenti strategici di limitare la durata delle garanzie finanziarie per la gestione dei rifiuti al solo periodo della procedura concorsuale e fino al perfezionamento della cessione aziendale.
Durante il passaggio in Commissione, la misura è stata estesa alla totalità delle imprese in stato di insolvenza per rispondere alla diffusa difficoltà nel reperire fideiussioni a lungo termine ed scongiurare l'imminente fermo delle attività produttive.
Nel corso del dibattito in Aula, i senatori delle opposizioni hanno espresso forte contrarietà criticando la natura emergenziale del testo, la ridotta copertura temporale delle garanzie ambientali e l'assenza di un piano industriale strutturato che sappia coniugare riconversione green, occupazione e salute dei cittadini.
Dai banchi della maggioranza e del governo la misura è stata invece difesa come passaggio tecnico indispensabile per salvaguardare il lavoro. Il sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy, Fausta Bergamotto, ha ribadito che il decreto punta a preservare la piena funzionalità degli impianti rimodulando le risorse senza intaccare i presidi di tutela ambientale, confermando il proseguimento dei negoziati per la vendita degli stabilimenti e l'attuazione delle misure per la reindustrializzazione dell'area di Taranto.
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