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  • Yerevan (Armenia) - Sabato 26 Settembre 2026

Ex URSS: Dalla Russia con livore, Mosca avverte Yerevan

Prime velate minacce putiniane al Paese caucasico, sulle conseguenze dell'accettare garanzie USA, a poche ore dall'annuncio della liberalizzazione degli scambi commerciali con l'Ue

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Puntuali come un orologio arrivano le minacce di Mosca a poche ore dall'annuncio che il Consiglio dell’Unione europea ha adottato formalmente le misure temporanee per liberalizzare gli scambi con l’Armenia.

Il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo nonché generale dell'esercito, Oleg Salyukov, ha messo in guardia Yerevan dalla delusione che le "garanzie di sicurezza" USA potrebbero provocare.

Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa.

Secondo Salyukov, il passaggio del Nagorno-Karabakh sotto la giurisdizione dell'Azerbaigian, è stata conseguenza della politica posta in essere dalla leadership armena, salita al potere dopo la cosiddetta “Rivoluzione di Velluto” del 2018.

I risultati di tale rivoluzione, secondo l'esponente russo, sono stati utilizzati strumentalmente dalla classe politica armena come pretesto per denunciare l'inefficacia della cooperazione tecnico-militare con la Russia e sulla partecipazione dell'Armenia alla CSTO - Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva.

Salyukov fatto anche notare ai giornalisti presenti, che la cooperazione militare tra Russia e Armenia dopo il dissolvimento dell'URSS e la costituzione della CSI - Comunità degli Stati Indipendenti - e la successiva istituzione delle strutture del CSTO, si è svolta secondo il principio della sicurezza militare ed economica comune su tutti i fronti, fornendo al Paese sistemi d'arma sofisticati alle forze armate, compreso l'addestramento militare.

I materiali utilizzati dalle forze armate armene infatti, sono al 90% di fabbricazione russa e sono tra i più avanzati.

Tra questi troviamo i missili balistici tattici Iskander, i sistemi anti aerei Tor-M2, i caccia Su-30SM e veicoli blindati di ultima generazione.

La maggior parte degli ufficiali inoltre, si è formata nelle accademie militari sovietiche e russe.

Riferendosi poi alla spinosa vicenda del CSTO, ha sottolineato il fatto che il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan, ha sostenuto più volte di non avere obiezioni all'espulsione dell'Armenia da tale Organizzazione.

La Russia però, ha ribadito Salyukov, recentemente ha già dimostrato più volte che, a condizione che vengano rispettati gli accordi reciproci, è garante della sicurezza dei paesi partecipanti al CSTO.

È facile leggere tra le parole di Salyukov la velata minaccia, cioè che la Russia “a condizione che vengano rispettati gli accordi reciproci, è garante della sicurezza dei paesi partecipanti al CSTO”, altrimenti, lascia intendere, non ne sarebbe più responsabile.

Leggendo la storia e gli eventi dell'epoca putiniana, tali parole non lasciano presagire nulla di rassicurante.

L'Armenia non versa più le quote dovute per il funzionamento della CSTO e ultimamente ha espresso la volontà di voler aderire all'Ue.

I Paesi della UEE – Unione economica euroasiatica, di cui fa parte, hanno minaccito, dal canto loro, l'espulsione dell'Armenia da tale organizzazione, dal momento che una sua eventuale adesione all'Ue, sarebbe incomparibile con quella nella UEE.

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