
- Prima Notizia 24
- Pescara - Venerdì 2 Ottobre 2026
Export Abruzzo, saldo commerciale positivo per 3,3 miliardi dal 2020: trainano automotive e farmaceutico
Presentato l'Osservatorio sull'economia regionale targato CNA e Università D'Annunzio. Il bilancio del quinquennio mostra una forte spinta sulle vendite all'estero, ma evidenzia la polarizzazione sui mercati europei e le fragilità del Made in Italy.
Un bilancio commerciale ampiamente in attivo, sostenuto dalle eccellenze manifatturiere del territorio ma segnato da un'evidente polarizzazione settoriale.
È il quadro tracciato dal nuovo Osservatorio sull’economia regionale nato dalla collaborazione tra la CNA Abruzzo e il Dipartimento di Scienze Economiche e Giuridiche (DiSEG) dell’Università "G. d’Annunzio" di Chieti-Pescara, che ha analizzato l'andamento degli scambi commerciali abruzzesi tra il 2020 e il 2025 con un focus sui primi sei mesi del 2026. Dallo studio emerge un saldo positivo tra esportazioni e importazioni pari a 3 miliardi e 343 milioni di euro.
"L'Abruzzo ha un'economia molto trainante da questo punto di vista, perché il saldo commerciale su quasi tutti i settori è positivo", ha spiegato il direttore della CNA Abruzzo, Silvio Calice, evidenziando tuttavia come il dato sia fortemente concentrato in specifici comparti geografici e produttivi.
A fare da traino sono infatti l'automotive, radicato prevalentemente nel Chietino, e il chimico-farmaceutico, con il suo perno nella provincia dell'Aquila. Sul fronte degli sbocchi commerciali dominano i mercati comunitari, guidati da Francia e Germania, mentre sul versante degli approvvigionamenti si conferma una rilevante dipendenza dalla Cina per l'importazione di materie prime e semilavorati.
Un contesto che mostra luci e ombre per il tessuto produttivo locale: "Alcuni settori mostrano ancora fragilità", ha sottolineato Calice, riferendosi in particolare al comparto del legno e alle filiere del Made in Italy legate alle piccole e medie imprese. Per l'associazione di categoria diventa quindi prioritario rafforzare le misure di sostegno e le missioni promozionali all'estero per diversificare la crescita economica.
Il valore scientifico dell'iniziativa è stato rimarcato anche da Davide Quaglione, direttore del Dipartimento DiSEG, che ha definito l'Osservatorio "un presidio stabile di creazione di conoscenze", con l'obiettivo di fornire a istituzioni e imprese uno strumento di analisi utile a guidare le scelte strategiche e di politica economica sul territorio.
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