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- Firenze - Lunedì 5 Ottobre 2026
Firenze, il Maestro del 1416 in mostra all'Accademia: due capolavori a confronto dopo il restauro
Progetto della Galleria dell'Accademia e dei Musei del Bargello dedicato alle opere ritrovate. Esposizione aperta al pubblico dal 6 ottobre al 14 marzo 2027.
Un dialogo inedito tra linguaggi, scelte stilistiche e storie conservative per riscoprire il talento e l'identità di uno dei protagonisti della pittura fiorentina del primo Quattrocento. La Galleria dell'Accademia di Firenze e i Musei del Bargello mettono a confronto due tavole del Maestro del 1416 — figura anonima a cui gli storici dell'arte attribuiscono un ruolo di rilievo nel passaggio figurativo dell'epoca — nell'ambito della rassegna "Opere restaurate in esposizione".
Le due opere protagoniste dell'iniziativa, la Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista e la Madonna con Bambino e otto angeli, saranno allestite nelle sale del primo piano del museo fiorentino dal 6 ottobre fino al 14 marzo 2027.
Il percorso espositivo offre una panoramica dettagliata sulle fasi d'intervento, affiancando ai dipinti un apparato didattico e fotografico che illustra le indagini diagnostiche, le criticità conservative affrontate e le scelte metodologiche adottate durante i lavori di recupero.Riconducibile da alcuni studiosi alla figura di Bartolomeo di Pietro — sebbene in assenza di riscontri documentari certi —, l'artista rappresenta uno snodo cruciale tra il retaggio giottesco e la nuova sensibilità del Gotico internazionale.
Le due pale mostrano infatti una struttura compositiva ancora legata alla tradizione trecentesca, bilanciata da figure slanciate, panneggi morbidi e una palette cromatica d'ispirazione legata alla lezione di Lorenzo Monaco.
"Il restauro è un momento fondamentale nella vita di un'opera: permette di preservarla ma anche di tornare a interrogarla e a conoscerla più a fondo", dichiara la direttrice generale del complesso museale, Andreina Contessa. "Le indagini condotte durante il lavoro possono restituire dettagli, colori e informazioni sulla tecnica e sulla storia materiale che nel tempo erano diventati meno evidenti. Presentare queste due tavole al termine del loro percorso conservativo significa condividere con il pubblico non soltanto il risultato visibile, ma anche il patrimonio di conoscenze che il restauro ha permesso di acquisire".
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