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  • Roma - Martedì 6 Ottobre 2026

Francia, alta tensione per la protesta degli studenti: oltre mille feriti in tre settimane. Lecornu: "Banalizzazione della violenza inaccettabile"

Scontri, idranti e lacrimogeni in diverse città per il terzo atto della mobilitazione scolastica. Il sindacato studentesco chiede dieci miliardi di risorse, mentre il governo denuncia l'infiltrazione di frange violente.

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Ha preso il via il "terzo atto" di grande mobilitazione in Francia per la protesta studentesca e bilancio sempre più pesante sul fronte dell'ordine pubblico.

Cortei e blocchi hanno interessato Parigi e decine di altri centri d'Oltralpe, sfociando in duri tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine a Lione, Marsiglia e Strasburgo, dove si sono registrati lanci di sassi contro i commissariati, cariche di alleggerimento, idranti e gas lacrimogeni.

I dati ufficiali sull'impatto della protesta sono stati illustrati all'Assemblea Nazionale dal premier Sébastien Lecornu, che ha tracciato un quadro drammatico degli scontri registrati da metà settembre a oggi: "Feriti finora 215 studenti, 85 dipendenti scolastici e 725 agenti".

Nel suo intervento di fronte ai deputati, il capo del governo ha rimarcato come si tratti del bilancio "più grave degli ultimi decenni per l'istruzione pubblica in termini di numero di dipendenti pubblici feriti", condannando con fermezza una "banalizzazione della violenza che non è accettabile" e denunciando le continue intimidazioni subite da poliziotti e gendarmi.

A far da eco alle parole del premier sono giunte le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione, Edouard Géffray, che ai microfoni di Franceinfo ha avvertito che "una violenza illegale è una violenza che va sanzionata", aggiungendo come fin dai "primi giorni, elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili".

Sull'altro fronte, le organizzazioni giovanili promettono di non arretrare e chiedono interventi strutturali per la scuola e le università. "Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo", ha scandito ai microfoni di BFMTV Sabrine Kharbach, portavoce dell'Union Étudiante.

La rappresentante sindacale ha ribadito che le richieste riguardano condizioni di base per potersi garantire il diritto allo studio: "Mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell'anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile", concludendo con un appello all'esecutivo a "smetterla con il disprezzo".

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