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- Roma - Mercoledì 7 Ottobre 2026
Francia, Lecornu apre agli studenti in protesta: "Nessuno può restare indifferente alle loro angosce"
Il premier da Matignon promette un piano d'azione entro fine ottobre e invita al rientro in classe. Tensione davanti a Sciences Po a Parigi e cortei diffusi in tutto il Paese.
La rabbia e le proteste del mondo studentesco scuotono la Francia e spingono il governo di Parigi ad aprire un canale di confronto. Alla vigilia di una nuova tornata di mobilitazioni nazionali, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha preso la parola da Palazzo Matignon per rispondere al clima di forte tensione che attraversa istituti e atenei transalpini.
"La rabbia dei giovani non viene dal nulla. Nessuno può restare indifferente alle angosce che esprimono", ha dichiarato il capo dell'esecutivo, annunciando che le prime decisioni concrete del governo verranno presentate ufficialmente entro la fine del mese di ottobre.
Lecornu ha sottolineato l'importanza dell'ascolto verso gli studenti, chiedendo un contestuale rientro nelle aule per avviare una fase di dibattito interno intitolata "Tempi del liceo" in ogni istituto scolastico.
Nelle intenzioni di Matignon, il percorso sarà affiancato da una consultazione diffusa dal titolo "Liceali, a voi la parola", con l'obiettivo di raccogliere istanze e proposte da trasformare in un piano d'azione governativo. Per il premier francese, infatti, il rientro alle lezioni e l'apertura del dialogo devono procedere su binari paralleli per disinnescare la crisi.
Sul campo, tuttavia, il clima resta ad alta tensione. Nella mattinata di oggi si sono registrati disordini e blocchi nei pressi della sede di Sciences Po Paris sul boulevard Saint-Germain, dove le forze dell'ordine sono intervenute con gas lacrimogeni e cariche per rimuovere le barricate erette dai manifestanti con i cassonetti.
Le dinamiche dell'intervento della gendarmeria hanno scatenato le polemiche dell'opposizione: il deputato della France Insoumise Thomas Portes, presente sul posto, ha parlato di una risposta di polizia sproporzionata nei confronti di giovani che chiedono condizioni di studio dignitose, denuncia confermata da diverse testimonianze di studenti presenti.
La protesta registra nel frattempo un sensibile allargamento sul piano sociale e sindacale. Le principali sigle del comparto dell'istruzione, tra cui Snes-FSU, CGT, Force Ouvrière e SUD, hanno annunciato per la giornata di domani uno sciopero generale e manifestazioni a sostegno delle rivendicazioni degli studenti.
Episodi drammatici si segnalano, infine, anche a margine dei cortei di Strasburgo, dove un ragazzo di sedici anni ha riportato gravi lesioni a una mano a causa dell'esplosione di un petardo durante le manifestazioni.
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