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  • Roma - Venerdì 2 Ottobre 2026

Francia, non si fermano le proteste studentesche: 100 scuole chiuse, 25 atenei bloccati

Scontri e devastazioni nelle principali città, 65 dipendenti feriti e oltre duemila fermi. Il ministro della Giustizia Darmanin avverte: "I genitori paghino i danni causati dai figli".

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Non accenna a rientrare la marea di proteste studentesche che sta scuotendo la Francia a sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027. Scontri, blocchi e incendi si registrano in diverse città del Paese, dove si contano ormai almeno cento istituti scolastici chiusi e venticinque campus universitari bloccati su iniziativa dell'Unione degli Studenti, a fronte di oltre duemila persone fermate dall'inizio della mobilitazione, per il 90% minorenni, e di centocinquanta nuovi fermi effettuati nella sola giornata di oggi.

I giovani chiedono risorse e migliori condizioni d'insegnamento, ma ai cortei si sono uniti gruppi esterni fortemente politicizzati, portando a una repentina escalation delle violenze.

A Parigi la tensione è altissima: in Place de la Nation sono stati dati alle fiamme diversi cassonetti, mentre nel quindicesimo arrondissement il portone del Lycée Roger Verlomme è stato completamente carbonizzato dal lancio di un razzo pirotecnico.

Nel dodicesimo arrondissement un'auto della polizia è stata bersagliata da un fitto lancio di sassi e il parabrezza di un tram in servizio è andato in frantumi.

Scene analoghe si registrano a Lione, nei pressi del liceo Edouard-Herriot, dove le forze dell'ordine sono intervenute con i gas lacrimogeni.

Il bilancio dei feriti tra il personale della scuola ha raggiunto quota sessantacinque dipendenti, tra i quali figurano ben quaranta dirigenti scolastici. 

Di fronte alla gravità della situazione, il ministro dell'Istruzione Edouard Geffray ha rivolto un accorato appello alle famiglie durante un'intervista televisiva: "I genitori devono molto chiaramente mobilitarsi e dire ai loro figli di non andare. Ora, ciò che conta, è fare in modo che i nostri figli non siano più in strada perché sono in pericolo".

Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, che ha dato indicazione ai procuratori di chiamare i genitori a rispondere civilmente dei comportamenti dei figli affinché siano loro a "pagare le riparazioni" dei danni materiali causati negli istituti e nelle città.

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