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- Pavia - Martedì 29 Settembre 2026
Garlasco, scontro sui dati Dna omessi. La difesa di Stasi: "Disintegriamo la condanna". L'ex Ris Portera: "Io estraneo alle analisi"
Legali dell'ex bocconiano pronti a chiedere la revisione del processo alla Corte d'Appello di Brescia puntando sulle contro-analisi mai depositate sui pedali. Il genetista difende il suo operato: "Solo un accesso tecnico con le mie credenziali".
Nuovo e violentissimo scontro procedurale nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. La difesa di Alberto Stasi si appresta a depositare l'istanza di revisione del processo dinanzi alla Corte d'Appello di Brescia, puntando l'attenzione sull'asserita omessa archiviazione nel fascicolo processuale originale di due esiti analitici negativi relativi alle tracce genetiche sui pedali della bicicletta "Umberto Dei".
All'uscita dalla Procura di Pavia, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis hanno ribadito la centralità della scoperta emersa dai raw data analizzati dai consulenti della Procura pavese. "Noi possiamo andare a chiedere la revisione con elementi a discarico che disintegrano la sentenza di condanna. Se viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la ricostruzione, è l'elemento centrale", ha affermato Bocellari, sottolineando come l'esito negativo delle corse elettroforetiche del settembre 2007 non sia mai stato messo a disposizione delle parti né della perizia d'ufficio del 2009.
L'avvocato De Rensis ha espresso piena fiducia negli accertamenti in corso coordinati dalla magistratura pavese e dall'Arma dei Carabinieri: "Un consulente del pubblico ministero ha l'obbligo di riferire tutto ciò che fa. Non ci si può più nascondere dietro ai 'non ricordo': qualcuno dovrà spiegare perché al pm della prima inchiesta questi dati non sono mai giunti".
Sul fronte opposto, si registra la presa di posizione di Giorgio Portera, genetista ed ex ufficiale del Ris di Parma ascoltato dagli inquirenti. Portera ha smentito qualunque coinvolgimento diretto nella valutazione delle tracce: "Non ho eseguito personalmente l'analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris. Il collegamento della mia persona deriva unicamente da un accesso registrato con la mia user personale nell'ultima fase di caricamento del campione sul sequenziatore, un'attività meramente tecnica eseguita nell'ambito della gestione quotidiana del laboratorio".
La controversia verte sulla cronologia dei tracciati depositati: secondo le tesi della difesa di Stasi e della Procura di Pavia, i due esiti negativi sul campione "BU_P" sarebbero successivi alla prima estrazione positiva associata a Chiara Poggi e sarebbero stati tenuti fuori dalla relazione preliminare consegnata il 24 settembre 2007. Di contro, i consulenti della famiglia Poggi ritengono che i file in questione rappresentino semplici aggiornamenti di sistema riferiti a dati grezzi acquisiti in precedenza.
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