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  • Torino - Lunedì 5 Ottobre 2026

Gender gap e casa, per le donne l'abitare è un nodo critico: a Torino la ricerca che svela le disuguaglianze di genere

L'indagine della Fondazione Torino Città per le Donne evidenzia come divario salariale e carriere frammentate facciano schizzare l'incidenza dell'affitto fino al 55% del reddito. Comune e Terzo settore invocano un cambio di passo nelle politiche pubbliche.

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Il problema dell'abitare non è neutrale dal punto di vista del genere e finisce per gravare in modo sproporzionato sulle donne, soprattutto per quante vivono condizioni di fragilità o marginalità.

È quanto dimostra la ricerca "Abitare per le donne", promossa dalla Fondazione Torino Città per le Donne, secondo cui il divario salariale e la precarietà lavorativa condizionano pesantemente i percorsi di autonomia abitativa al femminile.

I dati nazionali mostrano come, nel caso di immobili con unico intestatario, gli uomini detengano tra il 54% e il 56% delle proprietà contro il 44-46% delle donne, mentre solo il 45,7% di chi accede a un mutuo è donna, pur in un contesto in cui l'80,9% dei nuclei monogenitoriali è guidato da madri sole.

Sul fronte delle locazioni, i contratti discontinui e le retribuzioni inferiori fanno sì che il canone d'affitto arrivi ad assorbire quasi la metà dello stipendio netto di una lavoratrice, una quota che sale fino al 55,3% delle entrate mensili per le over 65 sole.

L'indagine fa inoltre emergere un vasto sommerso legato all'emergenza abitativa femminile, con moltissime donne costrette a rimanere in coabitazioni forzate, subaffitti irregolari o all'interno di relazioni violente pur di non perdere una sistemazione o la tutela dei figli.

Di fronte a questa realtà, lo studio sollecita l'adozione di politiche abitative flessibili e inclusive capaci di superare la mera logica emergenziale.

Su questa linea si esprime l'assessore comunale di Torino al Welfare, Jacopo Rosatelli: "Il compito che ci siamo dati è rendere sempre più efficaci le politiche per il diritto all'abitare. L'auspicio è che ci sia anche una lettura di genere a livello nazionale e europeo, perché oggi bisogna avere una lettura di genere di qualunque tipo di politica". 

Una posizione condivisa dalla presidente della Fondazione Torino Città per le Donne, Antonella Parigi: "Le fragilità sono cambiate e le politiche pubbliche vanno riviste in quest'ottica. Ci vogliono strumenti nuovi e quello che vince è l'alleanza fra ente pubblico e terzo settore".

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