
- Prima Notizia 24
- Pavia - Martedì 26 Maggio 2026
Giallo di Garlasco: l'avvocato Massimo Lovati rinviato a giudizio con l'accusa di diffamazione
Il tribunale respinge l'istanza di sospensione avanzata dalla difesa del legale vigevanese, confermando il decreto di citazione diretta per il prossimo 14 settembre. Al centro della vicenda giudiziaria le pesanti dichiarazioni rilasciate ai giornalisti nel marzo del 2025, in cui si parlava di presunte manipolazioni e prelievi clandestini di materiale biologico ai danni di Andrea Sempio da parte degli investigatori privati di Alberto Stasi.
di Stefano Orlandi
Le lunghe e tormentate appendici giudiziarie legate al delitto di Garlasco si arricchiscono di un nuovo capitolo penale, questa volta incentrato sulla regolarità delle strategie difensive e sul rispetto dell'onorabilità professionale dei legali coinvolti.
Il giudice dell'udienza pre-dibattimentale ha respinto in tempi rapidissimi la richiesta di sospensione del procedimento formulata dai difensori di Massimo Lovati, confermando la validità del decreto di citazione diretta a giudizio emesso nello scorso mese di febbraio dai magistrati del Tribunale di Milano.
L'avvocato settantatreenne, originario di Vigevano e recentemente protagonista di una sfortunata parentesi politica come candidato alla carica di primo cittadino nella propria città natale, dovrà rispondere formalmente del reato di diffamazione aggravata ai danni dello Studio Giarda, l'équipe legale che ha assistito Alberto Stasi nel corso dei vari gradi del processo per l'omicidio di Chiara Poggi. La prima udienza dibattimentale è stata ufficialmente calendarizzata per la mattinata del prossimo 14 settembre, alle ore 9.00, dopo che l'imputato e il suo collegio difensivo hanno scelto di non ricorrere ad alcun rito alternativo, escludendo sia l'ipotesi di un patteggiamento sia l'accesso all'abbreviato o all'istituto della messa alla prova.
Secondo l'impianto accusatorio formulato dalla Procura milanese, il professionista vigevanese avrebbe leso in modo significativo la reputazione e il decoro professionale degli avvocati Fabio e Enrico Giarda — figli del celebre giurista Angelo Giarda — diffondendo dichiarazioni dal forte contenuto calunnioso.
I fatti contestati risalgono a un incontro con i giornalisti avvenuto il 13 marzo del 2025 all'esterno della caserma dei carabinieri "Montebello", una fase in cui il settantatreenne ricopriva ancora il ruolo di rappresentante legale di Andrea Sempio, il giovane iscritto nel registro degli indagati a seguito della riapertura del caso sulla morte della studentessa di Garlasco.
In quella specifica circostanza, davanti alle telecamere e ai taccuini dei cronisti di cronaca nera, il legale aveva sostenuto apertamente che l'originaria attività investigativa avviata nel 2017 a carico del suo assistito non fosse altro che l'esito di una complessa macchinazione orchestrata a tavolino dai consulenti della difesa Stasi.
Pochi minuti dopo, l'indagato aveva rincarato la dose parlando esplicitamente di una vera e propria manipolazione organizzata dai detective privati dello studio milanese, volta a prelevare in modo clandestino e fraudolento i campioni biologici di Sempio per isolarne il profilo genetico. Il riferimento era alla nota operazione sul campo condotta nell'autunno del 2016 dagli esperti dell'agenzia investigativa SKP, guidata da Luca Tartaglia, i quali, su specifico mandato della famiglia Stasi e senza il consenso del diretto interessato, avevano recuperato il codice genetico del giovane repertando una tazzina da caffè, un cucchiaino e un contenitore di plastica in un locale pubblico, al fine di produrre nuove indagini difensive dopo la condanna definitiva inflitta a Stasi nel dicembre del 2015.
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