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  • Roma - Giovedì 8 Ottobre 2026

Giornata mondiale della vista, il sottosegretario Gemmato: "Puntare sulla prevenzione e abbattere le liste d'attesa"

Al convegno "Guardiamo lontano" a Roma specialisti e istituzioni a confronto per tutelare la salute oculare. Bonfiglio: "In oculistica il fattore tempo è decisivo per salvaguardare la vista".

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In occasione della Giornata Mondiale della Vista 2026, il Centro Congressi dell’Ara Pacis a Roma ha ospitato l'evento "Guardiamo lontano, occhi aperti sul futuro", promosso dall'Associazione Pazienti Malattie Oculari (Apmo).

La rassegna, giunta alla seconda edizione, ha riunito medici, rappresentanti delle istituzioni, associazioni di pazienti e imprese del settore per individuare interventi concreti legati all'accesso alle cure, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

“Abbiamo una popolazione anziana, siamo fra i primissimi al mondo con 84,1 anni di aspettativa di vita fra le popolazioni più longeve, però per rendere sostenibile il nostro sistema dobbiamo investire in prevenzione”, ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Oggi si parla di questo, di come evitare l’insorgenza di patologie oculari e farlo partendo banalmente da una serie di screening che si possono e si devono fare per evitare che si conclamino sintomi.

Il nostro governo ha promulgato il 23 luglio 2025 il decreto liste d’attesa, rubricato così, ha dato alle regioni degli strumenti per migliorare le performance e abbattere le liste d’attesa. Quest’anno rispetto all’anno scorso abbiamo avuto un’implementazione di 1,6 milioni di prestazioni erogate in più, sintomatico che queste misure funzionano; è evidente che ci sono delle regioni che performano a macchia di leopardo, ma il nostro governo deve ovviare a queste differenze ed evitare che queste sperequazioni esistano nel nostro sistema sanitario nazionale”.

Un punto fermo emerso dal confronto riguarda la tempestività della diagnosi e dell'assistenza clinica. “Oggi siamo così numerosi perché siamo consapevoli che il benessere visivo rappresenta un problema di sanità pubblica”, ha sottolineato Vincenza Bonfiglio, professore ordinario di Oftalmologia. “Per tutelare il benessere visivo e i nostri pazienti in sanità pubblica abbiamo ancora tanti problemi da affrontare. Dobbiamo cercare di ridurre le liste d’attesa. Le liste d’attesa in oftalmologia sono tra le liste con tempi più lunghi e il tempo in oftalmologia conta. Conta nella degenerazione maculare legata all’età, conta nella retinopatia diabetica, conta in tante altre malattie nei termini in cui la mancanza di tempo preclude la possibilità di preservare la vista”.

Bonfiglio ha poi ricordato la necessità di una visione d'insieme: “La sanità non ha soltanto bisogno dell’oftalmologia, la sanità e l’oculistica ha bisogno dell’integrazione delle forze. Bisogna parlare una voce unica e parlare una voce unica significa avere gli oftalmologi uniti in una sola società, avere un’associazione di pazienti forti, avere il conforto delle istituzioni e riuscire a lavorare insieme. In sanità non è sufficiente avere ragione, bisogna saper spiegare, bisogna essere continuativi nel tempo, bisogna insistere, bisogna proporre modelli organizzativi, bisogna saper continuare ad essere forti. Perdere la vista significa perdere dignità sociale, ma perdere attività produttiva ed è per questo che noi stiamo lavorando tutti insieme”.

Sulla rilevanza del dialogo sinergico si è espresso anche il professor Francesco Bandello, direttore della Clinica Oculistica dell'Ospedale San Raffaele: “Questo evento è importante perché siamo riusciti a mettere insieme l’associazione dei pazienti, quindi i pazienti con malattie oculari, insieme alle autorità e ai decisori, cioè il mondo politico e le ditte che concorrono alla gestione dei problemi dei pazienti oculistici.

Dalle istituzioni serve la sensibilità ai problemi dell’oculistica, un paziente che vive e che poi non vede è un paziente che ha una qualità di vita pessima, è un paziente che spesso è depresso, è un paziente che se non vede cade e si frattura il femore, è un paziente che ha mille altre difficoltà che vanno tenute in adeguata considerazione se si vuole fare del bene reale poi ai nostri pazienti”.

A rimarcare la delicatezza e l'urgenza dei trattamenti è stato infine Teresio Avitabile, professore ordinario di Oculistica all’Università di Catania: “L’occhio è una propagine del cervello, quindi come il cervello è delicatissimo. I danni, spesso, sono permanenti e il fattore tempo è fondamentale, quindi oggi abbiamo portato in questa giornata mondiale della vista incontri con le istituzioni, il primo fra tutti l’onorevole Gemmato sottosegretario alla Salute. Stiamo gettando le basi per migliorare diagnosi precoce e prevenzione”.

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