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  • Teramo - Mercoledì 14 Ottobre 2026

Giulianova, giornalista ferita allo stadio: Daspo di cinque anni per un tifoso 57enne

Il provvedimento emesso dal questore di Teramo dopo i fatti di Giulianova-Ancona. L'Ussi Abruzzo interviene con una nota durissima: "La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale, non un'imprevedibile casualità".

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Il questore di Teramo, Pasquale Sorgonà, ha emesso un Daspo della durata di cinque anni nei confronti di un tifoso di 57 anni responsabile del ferimento della giornalista marchigiana Silvia Trillini, della redazione di Tvrs.

L'episodio si è verificato domenica scorsa allo stadio 'Fadini' di Giulianova nel corso del match contro l'Ancona: a seguito della seconda rete della squadra ospite, l'uomo ha colpito con due pugni la barriera divisoria in plexiglas della tribuna stampa, mandandola in frantumi e colpendo al volto la cronista.

Nonostante la mancanza di impianti di videosorveglianza all'interno dello stadio, l'attività investigativa congiunta condotta dalla Digos e dai Carabinieri ha consentito di risalire all'identità del responsabile in meno di ventiquattro ore.

L'uomo, denunciato a piede libero per i reati di lesioni aggravate e danneggiamento, non potrà accedere ad alcuna manifestazione o impianto sportivo per i prossimi cinque anni.

Sulla vicenda si è registrata la presa di posizione dell'Unione Stampa Sportiva Italiana dell'Abruzzo, che ha espresso vicinanza alla giornalista colpita e al collega Ferdinando Vicini, destinatario a sua volta di condotte intimidatorie nel medesimo contesto. "La sicurezza dei posti di lavoro è un diritto fondamentale, non escluso quello sportivo", si legge nel documento diffuso a firma del presidente regionale dell'Ussi, Giancarlo Febbo. Definendo l'aggressione "l'ennesimo grave episodio di una serie inaccettabile", il sindacato dei giornalisti sportivi, pur prendendo atto della collaborazione offerta successivamente dalla dirigenza del Giulianova, ha rimarcato come l'atto non possa essere derubricato a una "imprevedibile casualità", rivolgendo un appello formale a istituzioni, leghe e club affinché garantiscano il "dovere ineludibile" di predisporre idonee misure di vigilanza e prevenzione destinate a tutelare gli operatori dell'informazione affinché svolgano la propria professione "in piena libertà e sicurezza".

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