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  • Roma - Venerdì 14 Agosto 2026

Governo, Meloni: "L'Ue protegga le frontiere, dati economici 2026 incoraggianti"

La premier a Milano Finanza fa il punto su migranti, conti pubblici, nucleare e banche. "Deficit giù di cinque punti senza tagliare la spesa".

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La blindatura dei confini esterni dell'Unione Europea rappresenta un'urgenza ormai condivisa da gran parte dei partner continentali, mentre sul fronte interno i numeri dell'economia nazionale confermano una solida tenuta.

È la fotografia scattata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un'intervista concessa al direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella.

Analizzando la gestione dei flussi migratori, la capa dell'Esecutivo sottolinea che "la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l'Italia ha espresso in questi giorni cioè che la priorità dell'Europa sia proteggere le frontiere esterne dall'immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen".

Un quadro che richiede un'allerta costante anche alla luce delle recenti tensioni sulla rotta iberica: "La grave crisi migratoria che si è aperta a Ceuta e la possibile nuova ondata, prevista dalle stesse autorità spagnole per il 15 agosto, ci impongono la massima attenzione e la necessità di continuare ad adottare tutte le misure necessarie", rimarca la premier.

Passando al dossier economico, Palazzo Chigi guarda con ottimismo ai risultati finora acquisiti. Meloni evidenzia infatti come "l'economia italiana sta tenendo bene e i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti", ponendo l'accento sul drastico ridimensionamento del rapporto deficit-Pil, sceso dal picco dell'8,1% registrato al momento dell'insediamento del Governo fino all'attuale 3,1%. Un risanamento contabile che non ha intaccato le reti di protezione sociale: "Ci siamo riusciti senza tagliare, ma anzi aumentando le spese fondamentali. Come quelle per la sanità, il welfare e i contratti pubblici".

A questo si aggiungono le misure di respiro fiscale per i lavoratori, poiché, ricorda la presidente del Consiglio, "ogni anno, tra taglio del cuneo e tagli dell'Irpef, rimettiamo nelle tasche degli italiani 21 miliardi di euro".

Sul versante delle bollette e dell'energia, la strategia per i prossimi due anni prevede l'impiego di circa 14 miliardi di fondi extra per arginare i rincari. La direzione tracciata è quella di "mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese, ma più in generale di tutti gli italiani". Una politica energetica che punta con decisione anche al ritorno del nucleare, dossier su cui il Governo si dice "determinato ad andare avanti, con grande velocità e concretezza", considerando la tecnologia dell'atomo come "la vera soluzione per la nostra sicurezza energetica e per avere, nel medio e lungo periodo, costi nettamente più bassi rispetto agli attuali".

L'intervista si chiude con una battuta sulle recenti fibrillazioni finanziarie e i riassetti degli istituti di credito, rispetto ai quali l'Esecutivo mantiene una posizione di totale neutralità, chiarendo che "non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario".

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