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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Il Giappone piange Toshifumi Suzuki: addio al visionario che reinventò i 7-Eleven e creò l'impero globale dei "Konbini"

Scomparso a 93 anni il leggendario manager che trasformò il convenience store in un'infrastruttura sociale e urbana insostituibile. Dallo sbarco a Tokyo nel 1974 all'intuizione miliardaria degli onigiri commerciali, fino alla nascita del colosso Seven & i Holdings, la storia dell'uomo che plasmò i consumi del Sol Levante prima del controverso addio nel 2016.

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Il panorama commerciale mondiale e lo stile di vita delle metropoli asiatiche perdono la loro figura più rivoluzionaria, capace di trasformare un format di distribuzione tipicamente occidentale in una rete di prossimità ramificata in ogni angolo del pianeta.

Il Giappone dice addio a Toshifumi Suzuki, consigliere onorario di Seven&iHoldings e figura eponima del minimarket moderno nel Paese del Sol Levante, scomparso all'età di 93 anni. Il decesso del leggendario dirigente è stato comunicato direttamente dal gruppo aziendale attraverso un comunicato ufficiale, volto a ringraziare pubblicamente tutti coloro che sono stati vicini al top manager "con tanta generosità durante la sua vita".

La scalata di Suzuki ai vertici del commercio al dettaglio ha radici lontane e per nulla scontate: nato nel 1932 nella prefettura di Nagano, entrò a far parte del gruppo Ito-Yokado all'inizio degli anni Sessanta dopo aver lavorato nel settore dell'editoria. La svolta professionale arrivò nel 1973 grazie a un viaggio oltreoceano, durante il quale Suzuki avviò le trattative per ottenere i diritti di sfruttamento del marchio americano 7-Eleven.

Il manager seppe anticipare le profonde mutazioni sociologiche del Giappone dell'epoca, caratterizzato dal boom dell'occupazione femminile, dall'allungamento degli orari notturni e dal bisogno di disporre di servizi e generi alimentari in qualunque momento della giornata. Nel 1974, la scommessa si concretizzò con l'apertura del primo storico punto vendita a Toyosu, un quartiere di Tokyo, tenendo a battesimo la cultura del 'konbini'.

Al manager si deve anche l'introduzione nei canali di vendita degli onigiri, i classici snack di riso e alghe, che oggi viaggiano su volumi da oltre due miliardi di porzioni commercializzate ogni dodici mesi.

Promosso alla presidenza della divisione giapponese nel 1978, Suzuki impose una gestione scientifica delle scorte basata sulla mappatura quotidiana di ogni singolo articolo in magazzino, un protocollo talmente efficiente da spingere i colleghi statunitensi a ricalcarne le mosse. Sotto la sua ala protettrice, la catena ha allargato il proprio raggio d'azione diventando un punto di riferimento urbano per il pagamento delle utenze, il prelievo di denaro contante tramite il circuito Seven Bank e la spedizione di merci.

Nel 2005 ha completato la creazione del colosso Seven & i Holdings, assemblando sotto un'unica regia le catene Ito-Yokado e Denny's Japan per dare vita al franchising più esteso del globo. L'epilogo della sua carriera nel 2016 è stato tuttavia burrascoso, segnato da insanabili contrasti all'interno del consiglio d'amministrazione a causa di una discussa linea di successione familiare, contestata duramente anche dall'investitore attivista Daniel Loeb.

Nonostante le dimissioni coatte e il ritiro a vita privata, Suzuki non ha mai smesso di difendere la centralità economica dei negozi di prossimità. Interpellato dall'agenzia Kyodo in merito a una presunta saturazione del mercato dei consumi, il manager mise a tacere i critici rivendicando la natura illimitata della sua creatura: "Possiamo vendere non solo bento (i pranzi confezionati della tradizione giapponese) e pietanze accessorie, ma persino aeroplani".

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