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  • Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026

Intelligenza artificiale, chi incassa il futuro? Il nuovo libro di Falsitta e Sabella

“Il dividendo dell’IA”, edito da Cantagalli, porta al centro del dibattito la distribuzione della ricchezza generata dalla trasformazione digitale e il ruolo delle scelte pubbliche.

 

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di Paolo Rinaldi

Una tecnologia può rendere un’impresa più efficiente. Ma come arriva quel vantaggio nella vita di un lavoratore, nel reddito di una famiglia, nelle opportunità di un giovane? È la domanda che introduce il tema di “Il dividendo dell’IA. Come si distribuisce la ricchezza nella transizione digitale?”, il volume di Vittorio Emanuele Falsitta e Giuseppe Sabella(NELLA FOTO), pubblicato da Cantagalli. 

Dalla presentazione del saggio emerge una riflessione sul rapporto fra innovazione e potere economico. Gli autori affrontano il rischio che l’automazione indebolisca la capacità del lavoro di distribuire reddito, mentre i benefici si concentrano nelle imprese che controllano le tecnologie. La questione è come rendere questa nuova ricchezza accessibile a una parte più ampia della società. 

Il tema riguarda anche la dignità delle persone: poter costruire un progetto di vita, aggiornare le proprie competenze e trovare spazio in un’economia che cambia. Parlare di un “dividendo” dell’intelligenza artificiale significa quindi interrogarsi sul legame tra il progresso delle macchine e il benessere collettivo.

Nell’impostazione del volume, politica economica e fiscalità tornano ad avere un ruolo centrale: strumenti attraverso i quali affrontare gli squilibri della transizione e ripensare il rapporto tra capitale e lavoro. 

Il libro invita così a portare il confronto sull’IA dentro una domanda concreta: quali scelte servono perché la maggiore capacità di produrre si traduca anche in maggiori possibilità di vivere meglio?

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