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- Roma - Giovedì 8 Ottobre 2026
Istat: quasi un terzo delle famiglie ha ridotto la spesa per cibo e bevande
Pubblicato il report sui consumi nel 2025: la spesa media mensile si attesta a 2.782 euro, ma persistono forti contrazioni nell'abbigliamento, nella sanità e nei viaggi.
Continua a pesare sulle abitudini di consumo degli italiani la necessità di contenere le uscite quotidiane, toccando persino i beni di prima necessità. Secondo l'ultimo report diffuso dall'Istat, nel corso del 2025 il 29,4% dei nuclei familiari residenti ha dichiarato di aver dovuto ridurre la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente, un dato che registra un lieve miglioramento rispetto al 31,1% rilevato nel 2024. Analogamente, un terzo delle famiglie, pari al 33,8%, ha tagliato i budget destinati alle bevande.
La voce di spesa maggiormente sacrificata resta quella per abbigliamento e calzature: al netto di un 5,8% di famiglie che dichiara di non aver effettuato acquisti nel settore, il 43,8% dei rispondenti ha ridotto le spese per il guardaroba, con una quota che supera la metà della popolazione nel Mezzogiorno toccando il 52,1%.
L'analisi dell'istituto di statistica evidenzia inoltre un aumento delle famiglie costrette a modificare i propri comportamenti di acquisto anche per settori cruciali come la sanità, dove la quota di chi non ha alterato le proprie abitudini scende al 74,6%, per la cura personale e per i carburanti, condizionati dal calo di stabilità degli acquisti soprattutto nelle regioni settentrionali.
Un fenomeno analogo interessa il comparto dei viaggi e delle vacanze, in flessione specialmente nel Centro Italia. In termini complessivi, la spesa media mensile per consumi in valori correnti si è attestata nel 2025 a 2.782 euro, risultando sostanzialmente stazionaria rispetto ai 2.755 euro dell'anno precedente.
Poiché la distribuzione delle uscite risulta fortemente concentrata nelle fasce medio-basse della popolazione, la maggioranza dei nuclei familiari sostiene costi effettivi ben inferiori rispetto alla media aritmetica: il valore mediano di spesa, ovvero la cifra che divide la platea delle famiglie in due metà esatte, si è fermato a 2.338 euro mensili.
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