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- Torino - Martedì 6 Ottobre 2026
Italgas, via alla gestione nel Canavese: oltre 87 milioni per ampliare e digitalizzare la rete
Il servizio riguarda Ivrea e altri 75 comuni dell’ambito Torino 5. Il piano prevede nuovi collegamenti, impianti ammodernati e contatori elettronici. Secondo la società, attesi circa mille posti di lavoro nell’indotto.
Parte oggi la gestione della distribuzione del gas naturale affidata a Italgas Reti nell’ambito territoriale Torino 5, che comprende Ivrea e altri 75 comuni del Canavese. L’avvio operativo apre un programma di investimenti da oltre 87 milioni di euro, destinato a estendere il servizio nelle aree ancora prive di collegamenti e a modernizzare le infrastrutture esistenti.
Il contratto, della durata di 12 anni, era stato firmato il 27 marzo 2026 presso il Comune di Ivrea, stazione appaltante dell’ambito e responsabile della gara aggiudicata alla società. Il territorio interessato conta 58 mila clienti e 64 comuni già metanizzati.
Il piano combina ampliamento e potenziamento della rete, ammodernamento degli impianti e completamento della sostituzione dei contatori tradizionali con dispositivi elettronici di ultima generazione. Un intervento che punta a rafforzare il servizio e a rendere digitale la gestione delle infrastrutture.
Per Pier Lorenzo Dell’Orco, amministratore delegato di Italgas Reti, l’avvio rappresenta l’attuazione degli impegni presi con il territorio al momento della firma. Tra gli obiettivi indicati figurano l’arrivo del gas nelle aree del Canavese ancora non servite e la preparazione della rete ad accogliere gas rinnovabili, come biometano e idrogeno, accompagnando il percorso di transizione energetica.
Gli investimenti avranno, secondo le previsioni diffuse dalla società, ricadute anche sulle attività economiche locali. Italgas stima che l’estensione del servizio possa generare circa mille nuovi posti di lavoro nell’indotto, con effetti sul sistema produttivo del territorio.
Sul fronte ambientale, l’azienda indica una riduzione complessiva attesa di circa 171 mila tonnellate di anidride carbonica e 3 mila tonnellate di polveri sottili. La nota non specifica l’arco temporale al quale si riferiscono queste stime.
Con il passaggio alla gestione operativa, il programma entra ora nella fase di attuazione: portare il servizio in nuovi territori, rinnovare gli impianti e costruire una rete capace di sostenere l’evoluzione dei consumi e delle fonti energetiche.
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