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  • Roma - Martedì 29 Settembre 2026

Italy for Climate, la crisi climatica costa all'Italia 13 miliardi di euro l'anno: "A chi dice che la transizione costa, chiediamo se sta facendo bene i conti"

Il rapporto del think tank sui dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente: tra il 1980 e il 2024 persi 145 miliardi di euro per eventi meteo estremi. L'impatto economico accelera nell'ultimo triennio e l'analisi esclude ancora i costi sanitari e le perdite di produttività.

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Il cambiamento climatico presenta un conto economico sempre più insostenibile per l'Italia.

Secondo il nuovo studio elaborato dal think tank Italy for Climate sui dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, tra il 1980 e il 2024 gli eventi meteorologici ed estremi hanno causato nel nostro Paese danni diretti per ben 145 miliardi di euro.

Sebbene la media calcolata sull'intero quarantennio si attesti su poco più di 3 miliardi all'anno, la curva dei costi registra una drammatica accelerazione nei tempi più recenti: oltre il 50% dei danni complessivi si concentra infatti nell'ultimo decennio, con un impatto medio annuo di 7,5 miliardi tra il 2015 e il 2024, mentre nell'ultimo triennio la cifra è esplosa oltre la soglia dei 13 miliardi di euro all'anno.

A pesare sul bilancio nazionale è una vera e propria fattura invisibile che colpisce cittadini e tessuto produttivo. "Parliamo di una vera e propria tassa nascosta del clima — afferma Andrea Barbabella, coordinatore di Italy for Climate — che paghiamo ogni anno senza quasi rendercene conto. Dopo un'estate record, seguita nel giro di pochi giorni da eventi meteorologici intensi e nuovi danni sul territorio, continuare a discutere della transizione energetica considerando soltanto quanto costa realizzarla significa guardare solo metà del problema. Dobbiamo cominciare a chiederci seriamente quanto ci costa non farla".

La stima, peraltro, rischia di essere ancora ampiamente difettiva. Le valutazioni ufficiali dell'Agenzia Europea dell'Ambiente si concentrano unicamente sui danni materiali diretti a infrastrutture e patrimonio immobiliare, escludendo gli impatti indiretti come la contrazione della produttività lavorativa, le spese sanitarie, gli infortuni e le ripercussioni economiche legate alla mortalità per le ondate di calore. Basti pensare che una recente indagine stima in circa 180 miliardi di euro — una cifra vicina all'1% del PIL comunitario — il solo costo generato dalle temperature estreme nel continente europeo durante il 2026.

Da qui la richiesta di un cambio di passo anche nelle metodologie di misurazione economica dei fenomeni ambientali. "Abbiamo bisogno di statistiche ufficiali capaci di misurare in maniera sistematica anche i costi indiretti della crisi climatica — conclude Barbabella —. Solo così potremo avere un dibattito sulla transizione energetica realmente basato sui dati. A chi sostiene che affrontare la crisi climatica abbia un costo che non possiamo permetterci, dovremmo porre una domanda molto semplice: siamo sicuri di stare facendo bene i conti?".

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