
- Prima Notizia 24
- Ancona - Venerdì 29 Maggio 2026
Jesi (An), nella nuova scuola media manca l'aria condizionata: svenuta una studentessa, intervengono i carabinieri
La dirigente scolastica ha segnalato la situazione al Comune senza ricevere risposta. La madre della ragazza soccorsa denuncia le condizioni critiche in aula, presentato un esposto ai carabinieri per verificare eventuali responsabilità.
Un investimento milionario e oltre due lustri di attesa avrebbero dovuto consegnare alla città di Jesi un istituto scolastico all'avanguardia e sicuro. Al contrario, la nuova scuola media Lorenzini di via Schweitzer è finita al centro di un'infuocata polemica e dell'intervento delle forze dell'ordine per una clamorosa carenza strutturale: l'edificio è privo di un sistema di climatizzazione interna.
Il deficit tecnologico, in coincidenza con l'improvvisa ondata di calore primaverile, ha trasformato le aule in trappole di afa, provocando il collasso di una studentessa di 13 anni e il malessere diffuso di numerosi altri ragazzi e componenti del personale didattico.
Il momento di massima tensione si è registrato intorno a mezzogiorno di ieri. La giovane, che frequenta la seconda media, ha avvertito un improvviso malore durante la spiegazione ed è svenuta davanti ai compagni. Nelle stesse ore, l'afa opprimente ha costretto altri sei allievi – quattro ragazze e due ragazzi – ad abbandonare i banchi per cercare refrigerio nei corridoi.
A chiarire i contorni dell'accaduto e i pregressi canali di comunicazione con l'amministrazione locale è stata la stessa dirigente scolastica. "Martedì il termometro a scuola segnava 29,7 gradi - spiega al Corriere Adriatico - così ho mandato una Pec al Comune segnalando la situazione e chiedendo un intervento, temevo che il climatizzatore fosse rotto. Nessuna risposta", ha rivelato la preside.
Il paradosso è emerso nel pomeriggio, quando i periti inviati nel plesso per altre manutenzioni hanno constatato, esaminando i macchinari, che la struttura non monta affatto condizionatori, bensì un elementare meccanismo per il solo ricircolo dell'ossigeno.
A far scattare la denuncia e la chiamata ai carabinieri è stata la madre della tredicenne soccorsa, rimasta profondamente turbata dallo scenario riscontrato al suo ingresso nell'aula per recuperare la figlia. "Ero scioccata nel vedere mia figlia stesa a terra con le gambe alte e i suoi compagni sudati, in affanno, con dei fazzoletti bagnati in testa, un caldo assurdo e una situazione di disagio, non ci ho visto più", ha raccontato la donna, descrivendo le condizioni limite in cui i minori erano costretti a fare lezione.
I tentativi di ottenere chiarimenti immediati da parte del municipio si sono scontrati con le lungaggini e i rimpalli dei centralini comunali, esasperando gli animi delle famiglie colpite. "Ho chiamato in Comune, ma tra i vari rimpalli di uffici, lo scaricabarile delle responsabilità e delle competenze, le infinite attese e le telefonate chiuse in faccia, mi sono arrabbiata perché mi sono sentita presa in giro", ha concluso la madre della ragazza.
L'assenza di risposte concrete e la percezione di un rimpallo di colpe tra i settori tecnici della macchina amministrativa hanno spinto i genitori a formalizzare l'esposto ai militari dell'Arma, che ora dovranno verificare la conformità dell'opera da 5,7 milioni di euro e accertare eventuali profili di responsabilità per la mancata tutela della salute dei minori.
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