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- Roma - Lunedì 28 Settembre 2026
L'ufficio di Netanyahu smentisce gli avvertimenti dell'Egitto prima del 7 ottobre: "Notizia falsa per manipolare l'opinione pubblica"
L'ufficio del premier israeliano respinge le ricostruzioni sulle segnalazioni di Hamas. Media internazionali rivelano pressioni su Abu Dhabi per negare la ritrattazione.
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito con fermezza le ricostruzioni giornalistiche secondo cui l'Egitto avrebbe trasmesso avvertimenti formali prima dell'attacco condotto da Hamas il 7 ottobre 2023.
La reazione giunge in risposta a un articolo della rivista statunitense The Atlantic, secondo cui l'allora capo dell'intelligence generale egiziana, Abbas Kamel, avrebbe allertato alti funzionari israeliani circa la preparazione di un'azione su larga scala a dieci giorni dall'inizio delle ostilità.
Definendo la notizia "falsa" e volta a "manipolare l'opinione pubblica israeliana", la nota del governo di Tel Aviv ha precisato che nei mesi antecedenti all'attacco Netanyahu non ha avuto contatti diretti con Kamel, né i vertici dell'intelligence israeliana hanno mai inoltrato segnalazioni di quel tenore al primo ministro.
Di diverso avviso sono le ricostruzioni del Wall Street Journal, che cita fonti di governi arabi secondo cui vi sarebbe stata una telefonata tra Kamel e Netanyahu fino a 48 ore prima delle aggressioni, terzo di una serie di solleciti avviati nel giugno 2023 e proseguiti con un incontro di persona a settembre, pur senza indicazioni precise su data e portata delle operazioni. La tensione sull'operato della leadership israeliana si è estesa anche al canale diplomatico con gli Emirati Arabi Uniti.
Secondo quanto riportato dai media israeliani e dall'emittente Channel 12, Netanyahu si sarebbe recato in missione riservata ad Abu Dhabi per incontrare il presidente emiratino Mohamed Bin Zayed. L'obiettivo del colloquio sarebbe stato quello di sollecitare una smentita ufficiale rispetto a un'inchiesta del quotidiano Haaretz, la quale sosteneva che lo stesso Bin Zayed avesse messo in guardia il premier israeliano su un imminente piano d'attacco di Hamas senza che l'informazione venisse poi condivisa con l'esercito o con i servizi segreti.
Mentre Netanyahu ha minacciato azioni legali contro la testata, le autorità emiratine si sono astenute da commenti ufficiali, ribadendo la presenza di canali di comunicazione diretti tra i due Paesi.
La riapertura del dibattito sulle responsabilità della catena di comando e dell'intelligence per il mancato intercettamento della minaccia — sfociata nell'uccisione di circa 1.200 persone e nel rapimento di 250 ostaggi — assume un forte peso politico in vista della scadenza elettorale in Israele. A testimonianza del clima di forte contrapposizione, le rilevazioni dell'Israel Democracy Institute indicano che il 68% degli elettori ebrei israeliani considera la gestione degli eventi del 7 ottobre come un elemento centrale nella propria scelta alle urne.
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