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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026

La Conferenza Stato-Regioni dà il via libera al Pn Ric: oltre 1 miliardo di euro per reti e rinnovabili al Sud

Intesa sul decreto di riprogrammazione del piano 2021-2027. Nasce la priorità "Interconnessione dell'energia", cadono i limiti demografici per i piccoli Comuni.

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Nuova linfa e regole più flessibili per lo sviluppo energetico del Mezzogiorno. A seguito della riprogrammazione del Programma nazionale ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (Pn Ric), la Conferenza delle Regioni ha reso noto che il decreto di recepimento ha ottenuto il via libera in Conferenza Stato-Regioni, mettendo sul piatto una dotazione finanziaria complessiva superiore a 1 miliardo e 62 milioni di euro.

L'aggiornamento del piano introduce la nuova priorità strategica denominata "Interconnessione dell’energia", a cui vengono destinati direttamente oltre 270 milioni di euro. Queste risorse serviranno a sostenere gli interventi dedicati al potenziamento, allo sviluppo e alla digitalizzazione della rete di distribuzione, oltre a favorire il miglioramento delle infrastrutture di interconnessione energetica sui territori.

Grazie a questo restyling normativo, i prossimi avvisi pubblici Fer potranno ampliare il proprio raggio d'azione includendo tra gli interventi ammissibili anche l'installazione di pompe di calore per la climatizzazione degli ambienti, gli impianti solari termici e la realizzazione di infrastrutture di ricarica.

Si registra inoltre una significativa apertura sul fronte dei requisiti territoriali per l'accesso ai contributi. Il testo modifica infatti il limite demografico per i Comuni del Mezzogiorno interessati dagli investimenti in fonti rinnovabili: le domande di finanziamento per la realizzazione di nuovi impianti o reti di distribuzione potranno essere presentate anche dai centri più piccoli, con una popolazione inferiore al precedente vincolo dei 5.000 abitanti.

Gli interventi previsti dal piano coinvolgeranno Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con l'obiettivo di accelerare la transizione ecologica, aumentare la capacità di assorbimento della rete elettrica per le fonti pulite e consolidare l'autonomia energetica dell'area meridionale.

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