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  • Washington DC (USA) - Sabato 17 Ottobre 2026, 13:40

Longevity Valley, il Lazio punta su un campus internazionale per la scienza della longevità - VIDEO

Presentato all’Ambasciata d’Italia a Washington il progetto che unisce biotecnologie, intelligenza artificiale e medicina preventiva. Previsti laboratori condivisi per imprese e ricercatori. Urso: «Opportunità concrete di sviluppo». Rocca: «Nuova occupazione qualificata».

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di Paolo Rinaldi

Un campus dove ricerca sull’invecchiamento, biotecnologie e intelligenza artificiale possano lavorare insieme, mettendo laboratori e strumenti avanzati anche a disposizione delle imprese più piccole. È l’obiettivo di Longevity Valley, il progetto destinato al Lazio presentato il 16 ottobre all’Ambasciata d’Italia a Washington.

L’iniziativa è promossa dalla Longevity Valley Authority con un gruppo di imprese e investitori internazionali. Il disegno prevede la nascita di un polo scientifico e industriale dedicato alla longevità e alla medicina preventiva, capace di ospitare aziende e istituzioni di ricerca e di favorire il passaggio dalle scoperte alle applicazioni concrete.

A seguire l’operazione è il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la Segreteria tecnica del Comitato interministeriale per l’attrazione degli investimenti esteri, in raccordo con la Regione Lazio.

Per il ministro Adolfo Urso, il progetto rappresenta una candidatura dell’Italia a diventare un punto di riferimento nelle scienze della longevità, facendo convergere ricerca, sviluppo industriale e lavoro qualificato. Un percorso che, nelle intenzioni del MIMIT, dovrà tradurre l’interesse degli investitori internazionali in opportunità per il territorio e per il sistema produttivo nazionale.

Il cuore dell’intervento sarà costituito da infrastrutture di ricerca condivise, basate su intelligenza artificiale, automazione e bioingegneria. L’accesso comune a laboratori e tecnologie dovrebbe consentire anche alle realtà emergenti di utilizzare risorse difficili da sostenere singolarmente, riducendo gli ostacoli allo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni.

La scelta del Lazio viene ricondotta dai promotori alla presenza di competenze scientifiche e industriali nel settore delle scienze della vita. Il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha indicato come priorità la trasformazione di questo patrimonio in occupazione qualificata, crescita economica e strumenti per migliorare la salute delle persone, assicurando l’accompagnamento dell’amministrazione nelle diverse fasi del progetto.

Sul versante operativo, la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli ha richiamato il ruolo della piattaforma Invest in Lazio, collegata al portale nazionale Invest in Italy del MIMIT. A supporto degli investitori interviene anche il Consorzio Unico Industriale del Lazio, attraverso un punto di contatto dedicato all’assistenza tecnica, all’individuazione delle aree disponibili e al coordinamento dei percorsi burocratici e autorizzativi.

L’ambizione dei promotori è costruire un ambiente in cui imprese biotech e deep tech possano crescere grazie alla vicinanza tra ricerca, infrastrutture e capitali. Gregory Bailey, cofondatore di Longevity Valley Authority, ha spiegato che la scelta dell’Italia nasce dalla qualità della ricerca e delle competenze industriali. Il riferimento evocato è quello della Silicon Valley: creare condizioni favorevoli alla nascita e allo sviluppo dell’innovazione, applicandole alle sfide della prevenzione e dell’invecchiamento.

La società italiana che promuove l’iniziativa è guidata dalla ceo Tiziana Zampieri ed è stata fondata da Bailey insieme ad Alexander Pickett e Martin Ducker.

Attorno al campus è prevista una rete di collaborazioni con istituzioni scientifiche internazionali, tra cui il Buck Institute for Research on Aging, centro specializzato nello studio della biologia dell’invecchiamento.

Il programma guarda inoltre oltre lo sviluppo di terapie e dispositivi. Tra gli ambiti che i promotori intendono esplorare figurano assistenza sanitaria, alimentazione, mobilità, ambienti di vita e organizzazione del lavoro. La sperimentazione in contesti reali dovrebbe produrre evidenze scientifiche e modelli utilizzabili anche in altri territori.

La presentazione di Washington definisce dunque la visione del progetto. Nel materiale diffuso non sono indicati la localizzazione del campus, l’ammontare degli investimenti e il calendario di realizzazione: elementi che permetteranno di misurarne la portata concreta e le ricadute occupazionali. L’obiettivo dichiarato è fare del Lazio un luogo in cui studiare come vivere più a lungo e in salute, trasformando la ricerca in nuove opportunità di sviluppo.

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