
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 2 Ottobre 2026
Lotta all'HIV, la Lombardia rinnova la strategia tra prevenzione e farmaci long-acting verso gli obiettivi 2030
A Palazzo Pirelli il secondo tavolo di Hiv-Lab riunisce clinici e istituzioni. In regione 449 nuove diagnosi nel 2024: decisive la personalizzazione delle cure, la flessibilità organizzativa e la drastica riduzione dei tassi di abbandono garantita dalle terapie iniettabili.
Modernizzare l'intera rete di prevenzione e trattamento dell'HIV per intercettare i bisogni clinici e sociali insoddisfatti e allinearsi con i traguardi internazionali fissati per il 2030. È questo il focus emerso durante il secondo incontro di HIV-LAB Lombardia, svoltosi presso la sede di Palazzo Pirelli a Milano con la partecipazione di infettivologi, farmacisti ospedalieri, vertici istituzionali, accademici e rappresentanti del terzo settore.
L'iniziativa, promossa da CREMS e Summeet nell'ambito della partnership Health Sinergy e con il contributo non condizionante di ViiV Healthcare, intende definire azioni operative misurabili che confluiranno nel 2027 in una verifica sull'effettiva implementazione nei centri regionali.
Il quadro epidemiologico lombardo evidenzia nel 2024 un totale di 449 nuove diagnosi, cifra che corrisponde a circa il 19% dell'intero dato nazionale. I numeri confermano che l'efficacia dei farmaci da sola non basta ad azzerare i contagi, dal momento che persistono sacche di sommerso, popolazioni a rischio difficilmente raggiungibili e pazienti che faticano a mantenere la continuità terapeutica.
Tra il 2018 e il 2024, a fronte di una crescita del 6,3% delle persone in cura, la spesa media per paziente si è ridotta dell'11,1%, dimostrando come i margini di efficienza vadano ora ricercati nel perfezionamento dei modelli organizzativi e nell'accesso ai servizi.
Il valore della riorganizzazione strategica è stato approfondito da Davide Croce, direttore del CREMS (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale): "Le terapie sono sempre più efficaci, ma per compiere un ulteriore passo avanti dobbiamo modernizzare anche i percorsi. Prevenzione e trattamento sono due componenti della stessa strategia: significa raggiungere prima le persone a rischio, personalizzare le opzioni disponibili e costruire modelli organizzativi che sostengano l'aderenza nel tempo. L’innovazione produce valore quando viene inserita nel percorso giusto per la persona giusta".
Sul versante della profilassi pre-esposizione (PrEP), la Lombardia conta circa 9.000 utilizzatori dall'avvio del programma, ma l'offerta rimane ancora troppo accentrata. In tale contesto, l'introduzione delle formulazioni iniettabili long-acting rappresenta un importante fattore di svolta: i dati presentati alla International AIDS Conference 2026 rivelano che, a un anno dall'inizio del percorso, l'interruzione della PrEP long-acting si attesta al 6,3% contro il 33,8% riscontrato con la somministrazione orale quotidiana, mentre i tassi di aderenza subottimale scendono dal 54,9% delle pillole al 9,4% delle iniezioni.
Per integrare queste soluzioni nella pratica clinica, il gruppo di lavoro ha indicato la necessità di adottare agende programmate, pre-screening strutturati prima delle visite, sistemi automatici di recall e un ruolo rafforzato per il personale infermieristico e le farmacie ospedaliere, trasferendo parte della responsabilità della continuità di cura direttamente alle strutture sanitarie.
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