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- Palermo - Giovedì 28 Maggio 2026
Mafia: scoperto il tesoro della droga di Messina Denaro, sequestrati 200 mln tra Svizzera e Cayman
Un'operazione di polizia giudiziaria ha portato al congelamento di flussi finanziari legati al narcotraffico di Cosa Nostra, accumulati per oltre quarant'anni. Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, l'indagine ha portato all'arresto di tre persone e al sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro. Le indagini, che hanno coinvolto diversi paesi, hanno evidenziato una rete di investimenti illeciti e hanno ricevuto elogi dalle istituzioni per il loro impatto nel contrasto alla criminalità organizzata.
I flussi finanziari generati dal mercato internazionale degli stupefacenti e accumulati per oltre quattro decenni sotto la rigidga egida di Cosa Nostra sono stati intercettati e congelati grazie a una imponente operazione di polizia giudiziaria.
Un'indagine transnazionale, promossa e coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e data in esecuzione agli specialisti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo siciliano, ha inferto un colpo strutturale alla componente economica della storica cerchia criminale facente capo all'ex latitante Matteo Messina Denaro.
Le fiamme gialle hanno tratto in arresto tre soggetti, ritenuti responsabili del reimpiego di capitali illeciti in attività economiche, con la pesante aggravante di aver agevolato il sodalizio mafioso.
Parallelamente, i decreti emessi dall'autorità giudiziaria hanno portato al sequestro preventivo di complessi aziendali, pacchetti azionari e liquidità bancarie per un controvalore stimato superiore ai 200 milioni di euro.
La complessa architettura investigativa, guidata in prima persona dal Procuratore capo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, ha permesso di ricostruire la mappa di un immenso patrimonio finanziario alimentato, a partire dai primi anni Ottanta, dai proventi del narcotraffico gestito dalla consorteria trapanese.
Per ripulire il denaro sporco e proteggerlo dai controlli delle forze dell'ordine, i sodali della famiglia mafiosa avevano sviluppato una ragnatela di investimenti internazionali e società di comodo domiciliate all'estero.
I canali di accertamento bancario e di rogatoria internazionale hanno superato i confini della penisola, estendendosi nei centri nevralgici della finanza globale e in note località balneari: le indagini hanno toccato i territori di Andorra, Gibilterra, il Granducato di Lussemburgo, la Svizzera, il Principato di Monaco, il Libano e le Isole Cayman.
Un focus mirato ha interessato anche la penisola iberica, in particolare la comunità autonoma dell'Andalusia, con verifiche patrimoniali eseguite nelle municipalità di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs, lavorando in stretto contatto e costante raccordo con i magistrati e le forze di polizia delle rispettive nazioni.
I dettagli tecnici relativi ai flussi finanziari tracciati e alla rete di prestanome compiacenti sono stati analizzati e illustrati nel corso di una conferenza stampa ufficiale svoltasi presso la caserma Mazzarella della Guardia di Finanza a Palermo, alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, e dello stesso procuratore palermitano Maurizio De Lucia.
Il brillante esito del blitz contro il braccio economico di Cosa Nostra ha riscosso un immediato e forte plauso da parte dei vertici delle istituzioni parlamentari deputate al monitoraggio dei fenomeni mafiosi.
Attraverso una nota diffusa sulle proprie piattaforme social, la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha inteso rivolgere un sentito ringraziamento ai magistrati incline, ai reparti della Guardia di Finanza e a tutti gli uffici giudiziari esteri che hanno cooperato alla riuscita dell'inchiesta transnazionale, sottolineando la portata strategica del sequestro operato sui beni accumulati negli anni dal capomafia di Castelvetrano e dai suoi fiancheggiatori.
Nel suo messaggio, la parlamentare ha voluto rimarcare il valore simbolico e pratico della confisca dei patrimoni illeciti come principale strumento di contrasto alle mafie moderne: "L'operazione rappresenta un risultato di straordinaria importanza nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa e ai circuiti finanziari alimentati dal narcotraffico e dal riciclaggio internazionale. L' attività investigativa, sviluppata attraverso una complessa cooperazione tra diversi Paesi, testimonia l'elevato livello di professionalità, competenza e determinazione degli investigatori impegnati quotidianamente nella difesa della legalità e nel contrasto alle organizzazioni criminali. Il sequestro di ingenti patrimoni riconducibili degli interessi mafiosi costituisce un segnale forte e concreto della presenza dello Stato nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata. Oggi è un grande giorno per tutti, tranne per i mafiosi", ha concluso Colosimo, ponendo l'accento sulla vittoria della legalità repubblicana.
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