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  • Roma - Giovedì 15 Ottobre 2026, 18:30

Mantide 2026: I parà della Folgore si esercitano nel nord Italia

Il 185° Reggimento Paracadutisti, ha testato le capacità operative e il coordinamento in operazioni speciali

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Il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” (RRAO), reparto delle Forze Speciali dell’Esercito, ha terminato, ieri 14 ottobre 2026, l’esercitazione Mantide 2026.

L’esercitazione è durata due settimane e si è svolta in un’area comprendente territori della Toscana, della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.

Nell’ambito dell’attività, il 185° RRAO ha esercitato uno Special Operations Land Task Group (SOLTG) e una Special Operations Task Unit (SOTU), chiamati a pianificare e condurre attività operative nell’intero spettro delle Operazioni Speciali.

L’addestramento ha consentito di verificare le capacità di pianificazione, coordinamento e condotta di missioni di raccolta informativa, Ricognizione Speciale (Special Reconnaissance) e Azione Diretta (Direct Action) contro obiettivi sensibili.

Le attività sono state orientate, in particolare, al contrasto e alla degradazione delle capacità dell’avversario, attraverso l’impiego integrato delle diverse capacità disponibili.

Significativo è stato il supporto del 121° Reggimento Artiglieria controaerei “Ravenna”, il contributo tecnico e addestrativo del 33° Reggimento Trasmissioni EW e il concorso all’esecuzione del 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”, che ha messo a disposizione personale e sistemi d’arma SAMP/T impiegati nel ruolo di Opposing Forces (OPFOR).

Il contributo ha consentito di incrementare il livello di realismo dello scenario e di verificare la capacità di operare in presenza di una minaccia strutturata.

Durante l’esercitazione sono state espresse le principali capacità del Reggimento, la cui integrazione consente al 185° RRAO di contribuire alla produzione di informazioni a favore dei Comandi militari di vertice e di sviluppare, nell’ambito della missione assegnata, le condizioni necessarie per l’ingaggio dell’obiettivo, anche attraverso un’elevata autonomia operativa e riducendo la dipendenza dal concorso di piattaforme esterne.

L’attività ha confermato il livello di preparazione e di interoperabilità raggiunto dal 185° RRAO e, più in generale, il ruolo delle Forze Speciali dell’Esercito quale componente altamente qualificata dello strumento militare nazionale.

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