Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 26 Maggio 2026

Medio Oriente, Papa Leone XIV sulla Flotilla: "A Gaza mancano gli aiuti". Netanyahu: "Le Idf sono in Libano per proteggere il Nord"

Mentre il Pentagono colpisce postazioni missilistiche nel sud dell'Iran, il Segretario di Stato Rubio difende la tenuta delle trattative diplomatiche a Doha. Sul fronte libanese, l'Idf intensifica le manovre di terra provocando dodici vittime a Mashghara, ma Washington impone il divieto di bombardare Beirut. Intanto, una petroliera viene danneggiata al largo dell'Oman.

Condividi questo articolo

“Purtroppo il popolo di Gaza non riceve ancora gli aiuti umanitari e questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l'azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla, io vorrei rinnovare l'appello a tutte le autorità ad assistere il popolo di Gaza”. Con questa forte presa di posizione Papa Leone XIV, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha posto l'accento sulla crisi della Palestina, chiedendo un intervento immediato e sottolineando come in quel contesto sia ormai indispensabile “fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti”.

Quasi in contemporanea, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso una dichiarazione video per annunciare la forte accelerazione delle manovre militari terrestri oltre il confine settentrionale. “Stiamo intensificando la nostra operazione in Libano. L'esercito sta operando con ingenti forze sul terreno, prendendo il controllo di aree per fortificare la fascia di sicurezza e proteggere le comunità del nord. Stiamo portando avanti un enorme sforzo nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi”, ha spiegato il premier.

L'espansione dei combattimenti ha ottenuto il via libera di Washington, che ha però posto il vincolo di non colpire la capitale per tutelare i dialoghi con l'Iran; alti funzionari dello Stato ebraico hanno infatti confermato che “abbiamo libertà d'azione nel Libano meridionale, tranne a Beirut. Non vogliamo essere percepiti come coloro che minano l'accordo tra il presidente Donald Trump e l'Iran”.

Proprio Donald Trump non ha intenzione di siglare un accordo con l'Iran che lo penalizzi o prevedere meno garanzie di quelle desiderate, un concetto ribadito postando una foto sul suo social Truth in cui compare la scritta “Peace through strenght”, ovvero la pace attraverso la forza. Nello stesso spazio virtuale, il Presidente ha voluto tracciare una linea di netta demarcazione con il passato, paragonando la sua attuale politica sull'Iran con quella di Barack Obama: nel post, infatti, contrappone apertamente i soldi concessi dall'ex presidente a Teheran alla propria linea d'azione muscolare, interamente basata sull'uso dei missili.

Nel frattempo, i raid nel sud del Libano hanno colpito duramente Mashghara, dove i soccorritori locali hanno già recuperato dodici corpi. Il quadro bellico si estende contemporaneamente al Golfo Persico, dove il Comando Centrale statunitense ha condotto raid aerei nel sud dell'Iran contro postazioni missilistiche e navi che tentavano di posizionare mine. Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha definito le operazioni come “attacchi di autodifesa nell'Iran del sud per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”, precisando che le forze americane continueranno a difendere i contingenti mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco.

Teheran ha risposto abbattendo un drone MQ-9 americano e minacciando ritorsioni tramite il portavoce delle Forze Armate, Abolfazl Shekarchi, secondo cui la reazione "andrà oltre la regione" arrivando a bloccare le esportazioni di petrolio. Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato l'attacco bollandolo come “una palese violazione del cessate il fuoco nella provincia di Hormozgan nelle ultime 48 ore” e avvertendo che “senza dubbio la Repubblica Islamica dell'Iran non lascerà impunito alcun atto di aggressione e non esiterà minimamente a difendere la nostra sovranità”.

Nonostante le incursioni, i canali della diplomazia restano aperti a Doha per definire i dettagli di un'intesa e risolvere la questione dei 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. “Un accordo con l'Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud dell'Iran. Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni”, ha dichiarato il Segretario di Stato Usa Marco Rubio da Jaipur, ribadendo che lo Stretto di Hormuz "verrà aperto in un modo o nell'altro".

Nel frattempo, una petroliera è stata colpita da un'esplosione al largo dell'Oman provocando la fuoriuscita di carburante in mare, mentre sul fronte occidentale lo Spiegel rivela che il Pentagono ha notificato alla Nato un taglio drastico del proprio contributo di caccia e bombardieri, chiedendo agli europei di farsi carico della difesa convenzionale del Vecchio Continente.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti