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- La Spezia - Giovedì 1 Ottobre 2026
Meteo spaziale, l'Ingv inaugura un nuovo Osservatorio ionosferico a La Spezia
Un'antenna di venti metri per monitorare l'alta atmosfera e proteggere le comunicazioni satellitari. L'impianto spezzino si affianca a quelli di Roma e Gibilmanna.
Un presidio tecnologico all'avanguardia per monitorare le tempeste solari e tutelare le comunicazioni satellitari e le reti di navigazione. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha inaugurato a La Spezia un nuovo Osservatorio ionosferico, il terzo sul territorio nazionale dopo le strutture già operative a Roma e Gibilmanna.
Il cuore dell'impianto è costituito da un'antenna alta venti metri, in grado di effettuare radiosondaggi continui inviando impulsi verso la ionosfera per misurare la densità degli elettroni e prevenire le interferenze radio.
L'infrastruttura fornirà parametri fondamentali per individuare in anticipo le frequenze più idonee ed evitare blackout nei collegamenti. "La ionosfera è una regione fortemente influenzata dall'attività solare e per questo il suo monitoraggio è un settore sempre più importante a livello mondiale", ha spiegato Fabio Florindo, presidente dell'Ingv.
Le rilevazioni raccolte alimenteranno tavole di previsione condivise con la Difesa, la Protezione Civile e altri organi dello Stato: "Le reti di monitoraggio dell'Ingv sono un patrimonio strategico per il Paese per questo motivo - ha illustrato Giovanni Torre, direttore generale dell'Ingv -. I dati scientifici, sotto forma di tavole di previsione della propagazione ionosferica, diventano servizi garantendo una capacità operativa".
L'opera è stata realizzata su un terreno concesso dall'Associazione Astrofili Spezzini, consolidando la sinergia tra ricerca e associazionismo locale. "Per la città rappresenta un onore ospitare un impianto tecnologico di questo valore", ha affermato l'assessore comunale Giulio Guerri, cui ha fatto eco la collega Manuela Gagliardi: "Si scrive oggi un'altra pagina di una vocazione storica per La Spezia, visto che Guglielmo Marconi diede il primo stimolo a studiare la ionosfera oltre a sperimentare qui le prime trasmissioni radio".
A sottolineare il valore dell'integrazione istituzionale è stato infine l'assessore regionale Giacomo Giampedrone: "Far funzionare il Sistema Paese significa essere in grado di dare risposte globali a circostanze che a volte possono essere imprevedibili. Qui è stato possibile arrivare a questo risultato perché c'è un collante fondamentale, ovvero la passione, che ha unito la scienza e il volontariato. Siamo forti quando questi due sistemi sono integrati".
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