
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 15:40
Microplastiche nella placenta e negli ovociti, la Sigo chiede più ricerca sugli impatti per la salute riproduttiva
Presentati in conferenza stampa i dati del progetto dell'ISS che rivelano la presenza diffusa di ftalati e bisfenolo A nelle madri e nei neonati. Gli esperti invitano alla cautela e consigliano buone pratiche quotidiane per ridurre le esposizioni evitabili.
La presenza di microplastiche nella placenta, nel sangue del cordone ombelicale, nel liquido amniotico e nel liquido follicolare che avvolge l'ovocita durante la fase di maturazione apre interrogativi urgenti sulla salute riproduttiva.
Un quadro confermato dai risultati del progetto "Life persuaded", coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità su coppie madre-bambino, che ha rilevato la presenza di metaboliti di ftalati nel 100% dei soggetti esaminati e di bisfenolo A nel 77%.
I dati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) per fare il punto sui possibili effetti di questi interferenti endocrini sul sistema riproduttivo e promuovere una ricerca scientifica indipendente unita a una corretta informazione.
Elsa Viora, presidente della Federazione SIGO, ha richiamato l'attenzione delle istituzioni e dei professionisti del settore, evidenziando la necessità di "distinguere ciò che la ricerca ha già documentato da ciò che resta da dimostrare".
Sulla stessa linea Stefano Lello, consulente scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli, che ha sottolineato come il riscontro di tali sostanze nell'apparato riproduttivo imponga riflessioni approfondite ma "non autorizzi conclusioni affrettate", richiedendo ulteriori studi clinici per comprendere l'effettivo impatto sulla fertilità e sulla qualità degli ovociti.
L'endocrinologa Simonetta Marucci, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, ha ricordato la delicatezza del sistema endocrino e la sua continua interazione con i sistemi nervoso e immunitario, particolarmente vulnerabile durante le fasi dello sviluppo.
In ottica di prevenzione, Maria Grazia Petronio, epidemiologa e vicepresidente di ISDE Italia, ha infine suggerito azioni pratiche alla portata dei cittadini per limitare l'esposizione, come ridurre i monouso, scegliere contenitori riutilizzabili ed evitare di riscaldare gli alimenti all'interno di recipienti in plastica.
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