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- Milano - Mercoledì 14 Ottobre 2026
Milano, saluti romani al corteo per Ramelli: confermate 23 assoluzioni. "Il gesto isolato non è pericoloso"
Le motivazioni della Corte d'Appello sulle assoluzioni per la manifestazione del 2019: le condotte commemorative non costituiscono reato in assenza di proselitismo. Giurisprudenza divisa a Milano dopo le condanne per la parata del 2018.
Non è sufficiente che "il gesto sia simbolicamente riconducibile al bagaglio ideologico del fascismo", ma occorre che "nel contesto in cui viene compiuto" risulti "concretamente idoneo a provocare adesioni e consensi favorevoli alla riorganizzazione del partito disciolto".
Con queste motivazioni la seconda sezione della Corte d'Appello di Milano, presieduta dai giudici Manzi, Fasano e Bernazzani, ha depositato la conferma delle proscioglimenti pronunciati il 10 luglio scorso, assolvendo "perché il fatto non sussiste" ventitré militanti di estrema destra imputati per manifestazione fascista.
I fatti oggetto del processo risalgono al 29 aprile 2019, quando gli imputati — assistiti tra gli altri dagli avvocati Antonio Radaelli, Enrico Giarda e Luca Procaccini — risposero alla chiamata del "presente" effettuando il saluto romano durante il corteo in memoria di Sergio Ramelli, lo studente e militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia.
Nel testo depositato, i magistrati precisano che nella fattispecie concreta si è trattato di manifestazioni "commemorative" rivolte "esclusivamente ai defunti in segno di omaggio", non "accompagnate da elementi di proselitismo o di riorganizzazione" e pertanto prive di "rilevanza penale".
Pur essendo accertato che "tali formule e gesti erano evocativi di rituali usuali del disciolto partito fascista", la Corte osserva come non sia emersa la "concreta idoneità della manifestazione a determinare il pericolo di riorganizzazione".
La pronuncia giunge a seguito del ricorso avanzato dalla Procura di Milano avverso la sentenza di primo grado emessa nel novembre 2024. Il verdetto si inserisce in un quadro giurisprudenziale articolato sul tema dei rituali neo-fascisti, sul quale sono intervenute anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
Per i gli stessi fatti del 2019, cinque imputati giudicati con rito abbreviato avevano riportato una condanna definitiva nel 2023. Nel dicembre 2025, inoltre, la quarta sezione della Corte d'Appello milanese aveva confermato tredici condanne a quattro mesi di reclusione per le esequie fisse del 29 aprile 2018, accogliendo l'impostazione della sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi, secondo cui "queste manifestazioni con centinaia di persone, schierate come formazioni paramilitari, non sono meramente commemorative, ma rappresentano un pericolo per l'ordinamento costituzionale".
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