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- Roma - Lunedì 28 Settembre 2026
Mondiali di ciclismo 2026, diretta interrotta a 30 km dall'arrivo: esplode la bufera sulla Rai
La prova in linea maschile spostata su RaiPlay per far spazio al TG2 nei momenti decisivi. Diciotto minuti di buio sul web e durissimo affondo di Usigrai e Cdr RaiSport.
Scoppia una nuova bufera sulla gestione dei grandi eventi sportivi da parte della Rai. Oggetto delle polemiche è la trasmissione della prova in linea maschile dei Mondiali di ciclismo 2026, disputatasi domenica 27 settembre e vinta a sorpresa dallo statunitense Brandon McNulty al termine di una corsa avvincente e priva del fenomeno Tadej Pogacar, assente per infortunio.
A sollevare l'indignazione dei telespettatori e dei sindacati interni è stato il palinsesto della tv di Stato nelle fasi cruciali della gara. Con l'azzurro Giulio Ciccone impegnato a giocarsi una medaglia nel finale, la diretta su Rai 2 — condotta da Francesco Pancani e Silvio Martinello — è stata bruscamente interrotta a 30 chilometri dal traguardo (attorno alle 20.30) per cedere la linea all'edizione serale del TG2.
I telespettatori sono stati invitati a trasferirsi su RaiPlay Sport 3, canale streaming visibile unicamente tramite smart tv, computer e smartphone, mentre su Rai Sport (canale 58 del digitale terrestre) andava contemporaneamente in onda un incontro di calcio di Serie C. La diretta televisiva su Rai 2 è poi ripresa soltanto intorno alle 21, a 10 chilometri dall'arrivo, privando il pubblico di quasi un terzo di gara compreso tra le fasi più salienti.
A complicare la situazione è stato un disservizio tecnico sulla piattaforma digitale: per circa diciotto minuti il segnale del canale web è rimasto bloccato, generando un vero e proprio "buio" informativo che ha scatenato la protesta degli appassionati sui social network.
Sull'episodio sono intervenuti con una nota congiunta l'Esecutivo Usigrai, il Cdr di RaiSport e il fiduciario della redazione milanese, che hanno criticato la condotta aziendale: “È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello. Non è la prima volta che accade, con il duplice risultato negativo di far imbestialire gli appassionati di sport e al tempo stesso perdere il pubblico interessato all’evento. Quanto avvenuto ieri in occasione del Mondiale di ciclismo – una gara appassionante e incerta con un italiano nei primi posti – è la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale”.
Il comunicato sindacale ha evidenziato come il passaggio forzato al web abbia penalizzato l'utenza: “A 38 km dall’arrivo, Rai Due ha interrotto bruscamente la diretta della gara, per dare la linea al Tg2 delle 20.30, dirottando gli appassionati nemmeno su un altro canale, ma su RaiPlay, visibile solo attraverso smart tv o tramite pc e smartphone. Peraltro, su RaiPlay il canale Raisport3 è stato bloccato per diversi minuti, impedendo del tutto la visione”, concludendo che il rientro in onda attorno alle 21 ha finito per “negare agli appassionati la possibilità di vedere alcune delle fasi più salienti della corsa”.
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