
- Prima Notizia 24
- Napoli - Venerdì 2 Ottobre 2026
Morta a 37 anni dopo tre interventi estetici nello stesso giorno: condannati tre sanitari nel Napoletano
Sotto accusa le dosi di anestetico, l'uso del curaro e la totale assenza di monitoraggio post-operatorio.
Si chiude con tre condanne in primo grado il processo per la morte di Vanessa Cella, la trentasettenne deceduta il 26 marzo 2022 dopo essere stata sottoposta, nella medesima giornata, a ben tre interventi consecutivi di chirurgia estetica presso la Casa di cura Santa Maria la Bruna di Torre del Greco.
Il giudice Antonio Fiorentino del Tribunale di Torre Annunziata ha inflitto tre anni e quattro mesi di reclusione all'anestesista, due anni e otto mesi al chirurgo e due anni e un mese al direttore sanitario della struttura.
La paziente non si era mai risvegliata dall'anestesia al termine delle operazioni, trasformando l'itinerario chirurgico in una tragedia che ha sconvolto l'opinione pubblica campana.
Il verdetto accoglie sostanzialmente l'impianto accusatorio formulato dalla pm Marianna Ricci, che contestava il reato di omicidio colposo ed evidenziava gravi negligenze nella gestione del quadro clinico.
Le perizie hanno focalizzato l'attenzione sull'eccessiva quantità di anestetico somministrata unitamente al curaro per l'immobilizzazione, ma soprattutto sulla totale assenza di un adeguato monitoraggio post-operatorio, compito che — come ricordato dai richiami alla giurisprudenza di Cassazione — ricade sia sull'anestesista sia sul chirurgo operatore.
Oltre alla condanna penale e al pagamento di una provvisionale di 15mila euro ciascuno in favore del fratello della vittima, Patrizio Cella, il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per avviare ulteriori accertamenti sulla gestione complessiva e sugli standard di sicurezza della clinica.
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