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  • Udine - Mercoledì 30 Settembre 2026

Morte Alessandro Venier: in aula a Udine riaffiorano i guai giudiziari e il degrado familiare

Testimonianze dei carabinieri al processo contro la madre e la compagna della vittima. Disposta una nuova perizia psichiatrica sulle due imputate.

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Un passato recente caratterizzato da pendenze giudiziarie e da un contesto di profondo degrado relazionale. È la figura di Alessandro Venier quella tracciata dalle testimonianze rese dai carabinieri nel corso dell'udienza dibattimentale dinanzi al Tribunale di Udine, nell'ambito del processo per l'uccisione del trentasettenne.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori citati come testimoni, la vittima era stata arrestata nello scorso mese di gennaio con l'accusa di aver messo in vendita su eBay armi da guerra recuperate dai fondali del lago di Cavazzo, misura seguita dalla detenzione domiciliare e dall'obbligo di firma fino a fine maggio.

La sera del 25 luglio si sarebbe poi consumato il delitto all'interno della villetta di famiglia a Gemona del Friuli, dove il cadavere fu rinvenuto sei giorni più tardi nascosto in un bidone sigillato con la calce.

I militari dell'Arma hanno inoltre tratteggiato un quadro di prolungato disagio all'interno del nucleo familiare, già sfociato a febbraio nella segnalazione alle autorità competenti dopo un episodio di autolesionismo da parte della compagna della vittima, Mailyn Castro Monsalvo.

Quest'ultima e la madre dell'uomo, Lorena Venier, figurano attualmente a giudizio con l'imputazione di omicidio volontario. A margine della deposizione dei testimoni, la Corte ha disposto l'espletamento di una nuova perizia psichiatrica nei confronti delle due donne.

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