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  • Roma - Venerdì 25 Settembre 2026

Mosca replica alle dichiarazioni di Zelensky "Stiamo monitorando"

Il Cremlino commenta le affermazioni del presidente ucraino sull'intesa con Trump e conferma colloqui su un possibile trilaterale. Sul campo nuovi raid incrociati su Kiev e nel territorio russo.

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“Zelensky dice molte cose” e “stiamo monitorando”: è questa la replica del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all'annuncio del presidente ucraino circa la presunta autorizzazione da parte di Donald Trump all'ottenimento delle licenze per la produzione dei missili Patriot.

Intervistato dall'agenzia Tass, Peskov ha sottolineato l'attenzione di Mosca sulle forniture militari all'esercito di Kiev: “Naturalmente, stiamo monitorando le informazioni molto attentamente, cercando di capire quali paesi rilasciano quali licenze, quali armi forniscono, e teniamo conto di tutto ciò”.

Il portavoce della presidenza russa ha confermato inoltre che, nel corso dell'ultimo contatto telefonico tra Vladimir Putin e Donald Trump, si è discusso dell'eventualità di un incontro trilaterale con la partecipazione di rappresentanti americani, russi e ucraini, opzione ipotizzata da Zelensky per una sede negli Emirati Arabi Uniti: “È vero, durante la telefonata tra Putin e Trump una discussione in tal senso ha avuto luogo, si è parlato della possibilità che un simile incontro possa tenersi nel prossimo futuro. Al momento, non posso fornirvi maggiori dettagli”.

Sul fronte dei rapporti internazionali, Zelensky ha anche reso noto di aver sollecitato il presidente statunitense ad agire sul leader cinese Xi Jinping: “Ho chiesto personalmente al presidente Trump di parlare della questione con Xi e di fare tutto il possibile affinché il leader cinese influenzi Putin affinché ponga fine alla guerra. Non ho ancora ricevuto riscontri”.

Mentre sul piano diplomatico si registrano anche le proteste del presidente sudcoreano Lee Jae Myung — che ha espresso “profondo rammarico” verso Kiev per aver reso pubblico il trasferimento a Seul di due soldati nordcoreani catturati sul campo “violando un accordo di non divulgazione” —, le ostilità proseguono con pesanti attacchi su entrambi i fronti. Un raid condotto con droni russi ha colpito un edificio adibito a uffici a Kiev, provocando la morte di cinque persone, tra cui un ragazzo di 14 anni, e il ferimento di altre trenta.

La risposta ucraina si è concentrata a circa 1.500 chilometri dal confine, dove droni e missili hanno centrato e dato alle fiamme una raffineria di petrolio a Perm e danneggiato lo stabilimento di componenti elettroniche Iskra nella città di Ul'janovsk.

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