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- Siena - Venerdì 21 Agosto 2026
Mps, maxi-offerta da 34 mld su Banco Bpm e Banca Generali: "Nasce un nuovo campione nazionale"
Maxi-dividendo da 4 miliardi per i soci e chiusura prevista a febbraio 2027. L'ad Lovaglio: "Gruppo da 80 miliardi tra le prime dieci banche europee".
Mps si muove sullo scacchiere bancario nazionale. L'istituto di Rocca Salimbeni ha annunciato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sulla totalità dei titoli ordinari di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro.
L'operazione punta a "creare un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell'advisory e nel wealth management", dando vita a un colosso da oltre 810 miliardi di euro in total financial assets e un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi.
Nel dettaglio, la proposta avanzata su Banco Bpm prevede un controvalore di circa 25,35 miliardi di euro attraverso un rapporto di cambio fissato a 1,567 azioni del Monte per ciascun titolo della banca milanese, senza riconoscimento di alcun premio.
Per quanto riguarda Banca Generali, l'offerta ammonta a circa 8,72 miliardi di euro sulla base di un rapporto di 6,958 nuove azioni Mps per ogni titolo della società, incorporando in questo caso un premio del 10% sui prezzi ufficiali dello scorso 19 agosto.
Le proiezioni temporali dell'istituto senese indicano l'inizio del periodo di adesione entro la prima metà di dicembre 2026 e la conclusione entro la prima metà di febbraio 2027, condizionatamente all'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di una soglia minima del 50% più un'azione del capitale, soglia comunque rinunciabile.
L'applicazione della passivity rule richiederà inoltre l'approvazione dell'assemblea dei soci Mps, convocata per il prossimo 29 ottobre, sede nella quale potrebbe essere sottoposta al voto anche la fusione con Mediobanca.
Nell'ipotesi di adesione integrale a entrambe le offerte e tenendo conto dell'integrazione di Piazzetta Cuccia, la struttura azionaria del gruppo combinato vedrà gli attuali soci del Monte detenere circa il 50,1%, gli azionisti di Banco Bpm il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%.
L'aggregazione con l'istituto del Leone rappresenta nelle intenzioni del management "un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali", mentre sul fronte delle remunerazioni il piano prevede una distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli attuali azionisti di Siena — di cui 1 miliardo in cassa e 3 miliardi in azioni Generali, pari al 4,5% del capitale sociale del Leone — oltre a una stima di 15 miliardi di dividendi complessivi nel periodo 2026-2030 con un pay-out ratio del 100%.
I numeri dell'operazione stimano sinergie a regime prima delle tasse per circa 2,6 miliardi di euro annui (di cui 0,8 miliardi derivanti dall'integrazione di Mediobanca) a fronte di costi d'integrazione una tantum per 2,5 miliardi tra il 2027 e il 2029. La redditività vedrà il RoTE salire dal 13% stimato per il 2025 ad oltre il 19% nel 2029, con un incremento dell'utile per azione dell'11% al 2028 e un cost-income ratio pro forma atteso al 36%.
Il Cet1 ratio pro forma si posizionerà costantemente sopra il 13% nel quinquennio, con la prospettiva di superare il 15% al 2028 in caso di applicazione del Danish Compromise.
A delineare la portata strategica del progetto è stato l'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, nel corso della conference call con gli analisti: "Il gruppo aggregato tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali avrebbe una capitalizzazione di mercato pro forma di circa 80 miliardi di euro, posizionandosi tra le prime dieci banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli. Stiamo creando quindi un gruppo italiano più forte, di rilevanza europea, radicato nell'economia nazionale e pronto a competere in un settore in continua evoluzione".
Sulle motivazioni dell'operazione, il ceo del Monte ha sottolineato la complementarità degli asset coinvolti e la natura delle proposte: "Dopo l'operazione con Mediobanca oggi abbiamo la possibilità di compiere un altro passo strategico ed ecco perché siamo qui per presentare due offerte di scambio volontario per Banco Bpm e Banca Generali. Sono due operazioni separate ma rappresentano un progetto industriale coerente, ovvero la creazione di un campione nazionale nel settore bancario, della consulenza finanziaria e del wealth management. L'unicità di questa operazione non deriva solo dalle dimensioni, dalla scala, ma dal fatto di mettere insieme competenze che oggi coesistono in pochissimi gruppi bancari in Italia".
Lovaglio ha infine rimarcato la sostenibilità dell'approccio scelto per la combinazione industriale con gli altri due istituti: "Monte Paschi è il partner naturale per un'aggregazione non ostile con Banco Bpm e Banca Generali perché il nostro modello crea valore attraverso l'integrazione, non attraverso lo spezzatino, come l'abbiamo chiamato, e perché Mps offre un mix unico di capacità di prodotto e di distribuzione. Le offerte garantiscono un significativo accrescimento dell'utile per azione e del dividendo per azione, oltre all'opportunità di contribuire all'ampio potenziale di crescita di un gruppo finanziario più grande, più diversificato e di qualità superiore per i clienti".
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