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  • Genova - Martedì 13 Ottobre 2026

Naufragio traghetto Al Salam Boccaccio 98, il Tribunale di Genova condanna il Rina: 60 milioni ai familiari delle vittime

Sentenza della magistratura italiana sulla tragedia del 2006 nel Mar Rosso. Il giudice disapplica la legge islamica per garantire la parità di risarcimento alle donne.

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Il Tribunale civile di Genova ha condannato il Registro navale italiano (Rina) a risarcire con oltre 60 milioni di euro circa 700 familiari delle vittime del naufragio del traghetto Al Salam Boccaccio 98, affondato nel Mar Rosso nel febbraio del 2006 con un bilancio di 1.071 morti.

L'imbarcazione, ex unità della flotta Tirrenia, era stata ceduta nel 1999 a un armatore egiziano. Nella sentenza, il giudice Daniele Bianchi ha individuato la responsabilità della società di certificazione navale, stabilendo che la sua condotta negligente ha rappresentato la principale causa determinante del disastro.

Nello specifico, la perizia tecnica disposta dal tribunale ha evidenziato come al comandante e all'equipaggio non fossero state fornite le istruzioni operative in una lingua loro nota: in occasione dell'incendio divampato a bordo, il comandante ignorava che le casse di zavorra scaricassero l'acqua in eccesso all'interno del garage anziché fuori bordo, fattore che ha reso fatale la manovra azionata per contrastare lo sbandamento e provocato il ribaltamento del traghetto.

Il provvedimento contesta al Rina ulteriori 22 profili di negligenza, inerenti alle carenze nei controlli sulle esercitazioni e alla formazione del personale. La decisione del giudice riconosce indennizzi medi compresi tra 100 mila e 150 mila euro per la perdita del congiunto in favore dei familiari che non avevano ancora ottenuto alcuna somma, a fronte di una richiesta risarcitoria complessiva dei legali pari a 300 milioni di euro.

Il magistrato ha inoltre stabilito integrazioni economiche per le donne già risarcite in sede egiziana, disapplicando espressamente i precetti della Sharia che prevedono per le superstiti indennizzi ridotti alla metà rispetto agli uomini di pari grado di parentela.

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