
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 9 Ottobre 2026
Nucleare, Giorgetti: “Il ritorno alla produzione di energia è un passo storico per ridurre la vulnerabilità dell'Italia”
Il ministro dell'Economia interviene al convegno dell'Andaf: “La legge delega approvata a settembre rappresenta una cesura con le ideologie che hanno danneggiato la nostra competitività”.
Il ritorno dell'Italia alla produzione di energia atomica come pilastro strategico per garantire la sicurezza del sistema economico e la sovranità energetica nazionale. È questa la traiettoria delineata dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, all'interno di un messaggio indirizzato ai partecipanti del convegno promosso dall'Andaf.
“Anche il governo nel constatare le nostre vulnerabilità sul piano energetico ha lavorato per fornire una risposte in un’ottica di breve così come di lungo termine e il passo più rilevante certamente è quello del ritorno alla produzione di energia nucleare e la legge delega approvata a settembre è un lasciato storico per la sovranità del paese e una profonda cesura con le ideologie che ne hanno danneggiato la competitività”, ha sottolineato il titolare del Mef nel ripercorrere l'iter normativo avviato dall'esecutivo.
Entrando nel dettaglio dei tempi e degli interventi infrastrutturali necessari, Giorgetti ha evidenziato la roadmap di attuazione e le sfide legate ai nuovi consumi industriali e tecnologici: “Il percorso va ora completato per passare alla fase di esercizio nell’arco di un decennio e durante questo periodo serve percorrere ogni strada che porta ad abbassare i prezzi in primis di ridurre il peso delle fonti più costose della formazione del prezzo dell’energia. E serve inoltre adeguare il sistema infrastrutturale ai nuovi impicchi di domanda derivati tra l’altro dai data center”.
Nel suo intervento, l'esponente di governo ha infine richiamato l'attenzione sulla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento e sul negoziato in corso a livello comunitario: “Quello che invece certamente non serve fare è affidarsi solo a un tipo di fonti, soprattutto quando non se ne controlla la rispettiva filiera. E in base a questo indirizzo che stiamo lavorando per sfruttare i margini di flessività sul bilancio ottenuti in sede europea per le spese sull’energia di cui stiamo discutendo proprio oggi all’Ecofin”.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














