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- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Ondata di calore sull'Italia: scatta l'allerta arancione in 14 città, da giovedì primi bollini rossi al Centro-Nord
Il monitoraggio del ministero della Salute evidenzia una rapida impennata della colonnina di mercurio su gran parte del territorio nazionale. Se la giornata di domani vedrà una diffusa pre-allerta in quattordici capoluoghi, ventiquattro ore dopo la situazione diventerà critica a Firenze, Roma, Torino e Bologna, dove le massime persistenti faranno scattare la massima allerta per la salute pubblica.
Le prime severe fiammate estive iniziano a surriscaldare la Penisola, determinando un repentino innalzamento dei valori termici che interesserà in particolar modo le regioni del Centro e del Nord.
Il quadro evolutivo tracciato dall'ultimo monitoraggio ufficiale sulle ondate di calore, diramato dai canali informativi del ministero della Salute, evidenzia una situazione di progressivo disagio bioclimatico destinata ad acuirsi nel giro di poche ore. Se per la giornata di domani, mercoledì 27 maggio, non sono ancora previsti picchi da massimo allarme, l'attenzione resta comunque molto elevata a causa dell'estensione dell'allerta di secondo livello.
Saranno infatti quattordici i centri urbani contrassegnati dal bollino arancione, una condizione che indica temperature elevate in grado di produrre ripercussioni negative sul benessere fisico della cittadinanza, con un impatto potenziale maggiore sui soggetti più fragili e suscettibili.
L'elenco delle aree urbane in regime di vigilanza comprende grandi nodi metropolitani e capoluoghi regionali come Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.
L'escalation termica toccherà però il suo culmine quarantotto ore più tardi, con l'attivazione dei primi bollini rossi stagionali a partire da giovedì 28 maggio. In questa seconda fase, quattro grandi città — nello specifico Bologna, Firenze, Roma e Torino — entreranno ufficialmente nel livello di rischio tre, il gradino più alto della scala di allertamento che configura una vera e propria ondata di calore estrema, caratterizzata dalla persistenza di temperature torride e tassi di umidità critici per tre o più giornate consecutive. Questa specifica soglia d'allarme certifica una condizione di potenziale pericolo non solo per le fasce di popolazione tradizionalmente a rischio come anziani, bambini e malati cronici, ma per l'intera comunità dei residenti e dei lavoratori attivi all'aperto nelle aree urbanizzate.
La complessa macchina di sorveglianza e previsione opera capillarmente su un circuito di ventisette centri urbani della penisola, basandosi sulle elaborazioni scientifiche curate direttamente dagli esperti del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio. Le rilevazioni si inseriscono nel contesto strategico del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo, un programma coordinato dai tecnici del Ministero che punta a mitigare le conseguenze sanitarie dei picchi termici stagionali.
Come da protocollo consolidato, la pubblicazione quotidiana di questi report statistici e previsionali osserverà una cadenza costante dal lunedì al venerdì, coprendo l'intero arco temporale compreso tra il 25 maggio e il prossimo 20 settembre.
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