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- Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026
Onu, il presidente siriano al-Sharaa denuncia gli attacchi di Israele: "Minacciano la stabilità, il Golan resterà siriano"
L'intervento all'Assemblea Generale: oltre 500 raid e 1.200 incursioni contesi sul campo. "Nulle e prive di effetto le procedure di annessione".
Dal podio dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha lanciato un duro atto d'accusa contro Israele, affermando che i continui attacchi condotti dalle forze di Tel Aviv "minacciano la stabilità della Siria" e ribadendo con fermezza che "il Golan rimarrà territorio siriano".
"L’attacco di Israele alla Siria riflette un comportamento non convenzionale. Si contano circa 500 attacchi aerei e di artiglieria, oltre 1.200 incursioni e 300 arresti di cittadini siriani", ha dichiarato al-Sharaa nel suo discorso, sottolineando come tali azioni vadano in direzione opposta rispetto alla tendenza globale e richiamino alla memoria "un’epoca dolorosa, da cui i siriani si erano appena lasciati alle spalle".
Il capo di Stato siriano ha poi contestato qualunque pretesa di sovranità sulle Alture del Golan, citando il diritto e i trattati internazionali: "Eventuali tentativi de facto non possono intaccare la sovranità del nostro Stato e il nostro ordinamento giuridico, né il diritto internazionale. Il Golan rimarrà territorio siriano. Tutte le procedure di annessione sono nulle e prive di effetti ai sensi della Risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza".
La presa di posizione arriva all'indomani del riconoscimento della sovranità israeliana sul territorio da parte della Colombia, scelta che segue quella effettuata da Donald Trump nel 2019.
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