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  • Roma - Martedì 26 Maggio 2026

Onu, la denuncia di 50 membri: "Minacce di Mosca ai diplomatici di Kiev, è intollerabile"

Una coalizione internazionale di governi firma un documento comune contro le ultime intimidazioni del Cremlino, che aveva invitato il personale delle ambasciate straniere ad abbandonare la capitale ucraina prima di nuovi raid. La dura presa di posizione, sostenuta anche dall'Unione Europea e dall'Italia, è stata presentata al Palazzo di Vetro.

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Cresce la tensione diplomatica internazionale attorno al conflitto in Ucraina, spostando lo scontro politico direttamente all'interno delle aule delle Nazioni Unite.

Un blocco compatto composto da circa cinquanta Stati membri dell'Onu, tra i quali figura anche l'Italia, ha preso formalmente posizione per censurare l'atteggiamento dei vertici russi nei confronti dei rappresentanti delle cancellerie occidentali e internazionali ancora operativi sul territorio ucraino.

La dura nota di sdegno è stata presentata e letta pubblicamente al Palazzo di Vetro dal capo della missione diplomatica ucraina presso l'Onu, l'ambasciatore Andrii Melnyk.

Il documento di protesta collettiva, sottoscritto in modo trasversale e sostenuto apertamente anche dalle istituzioni dell'Unione Europea, punta il dito contro i metodi di pressione psicologica e militare utilizzati dal Cremlino. All'interno della dichiarazione ufficiale, i membri firmatari "condannano le recenti minacce della Russia contro le istituzioni diplomatiche e le ambasciate a Kiev. È qualcosa che non possiamo tollerare".

Il testo solleva una questione di principio legata alla tutela delle delegazioni estere in conformità con i trattati e le convenzioni internazionali che regolano i rapporti tra gli Stati.

La dura reazione diplomatica della comunità internazionale è scattata all'indomani dell'ennesimo aut aut formale diramato dal governo russo. Le autorità di Mosca, infatti, avevano diffuso una nota ufficiale per esortare tutti i cittadini stranieri ancora stabilmente residenti all'interno della capitale ucraina, specificando esplicitamente l'inclusione dei funzionari e del personale delle varie ambasciate, a lasciare immediatamente il perimetro urbano di Kiev, motivando l'invito con l'imminente esecuzione di una nuova e massiccia ondata di bombardamenti strategici contro le infrastrutture cittadine.

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