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- Roma - Lunedì 5 Ottobre 2026
Ospedale San Giovanni Battista di Roma, inaugurata la nuova area per la Terapia assistita con gli animali
Settecentosessanta metri quadrati dedicati all'ippoterapia, al "Bosco Vivo" e all'orto riabilitativo. Il sottosegretario Gemmato: "Curare meglio aiuta anche a spendere meno".
Un nuovo spazio all'aperto di oltre 7.700 metri quadrati per arricchire i protocolli di riabilitazione e promuovere un modello di cura incentrato sull'umanizzazione del percorso terapeutico.
È stata inaugurata all'Ospedale San Giovanni Battista di Roma la nuova area dedicata alla Terapia assistita con gli animali, una struttura promossa dall'Ordine di Malta con il sostegno della Fondazione Nando ed Elsa Peretti che integra l'attività con i cavalli, il "Bosco Vivo" (14.500 mq) e l'Orto riabilitativo.
All'evento ha preso parte il sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, che ha tracciato le linee guida per la gestione delle patologie croniche e neurologiche complesse: "Il nostro sistema sanitario si fonda, secondo me, su due pilastri fondamentali: da un lato i nostri professionisti sanitari, che sono tra i migliori al mondo; dall’altro l’ecosistema che si crea a supporto del Servizio sanitario nazionale, di cui l’Ordine di Malta fa parte".
Evidenziando l'impatto innovativo delle terapie integrate anche in termini di sostenibilità finanziaria, Gemmato ha aggiunto: "Migliorare le prestazioni sanitarie rivolte ai malati non soltanto contribuisce a una migliore cura, e già questo basterebbe, ma il fatto di curare meglio contribuisce anche a spendere di meno".
L'iniziativa consolida un percorso avviato dalla struttura nel 2016 e che ha registrato risultati positivi nel 92% dei casi trattati tra reduci da coma, vittime di traumi e pazienti affetti da Parkinson.
Alla cerimonia sono intervenuti anche i vertici delle istituzioni locali. Per il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma: "Mettere al centro non la malattia, ma il paziente, con i propri familiari, è l’aspetto più importante che si possa portare avanti. Oltre alle terapie e al piano terapeutico, svolge un ruolo fondamentale anche il rapporto che si crea con il personale e con gli animali: significa riportare la sanità a un aspetto prioritario, quello dell’umanizzazione delle cure".
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha richiamato l'efficacia del lavoro di squadra multidisciplinare: "Il rapporto con l’animale può contribuire a creare un sistema relazionale positivo e ad aprire nuove possibilità nei percorsi di recupero. Penso, ad esempio, alle persone nello spettro autistico e ad altre condizioni nelle quali la relazione con l’animale può rappresentare uno strumento importante. Qui lavorano fianco a fianco medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici e terapisti occupazionali, formando un team che porta all’eccellenza. Non possiamo pensare a un servizio sanitario che non sappia integrare pienamente tutte le professionalità che si occupano della cura della persona".
Sulla dimensione sociale dell'intervento è intervenuta Svetlana Celli, presidente dell'Assemblea Capitolina: "Questa opportunità della Terapia assistita con gli animali vuol dire avere una visione: non guardare soltanto alla professionalità tecnica dello staff, ma pensare anche e soprattutto alla persona e sulle sue fragilità. Non esistono istituzioni differenti, esiste un unico obiettivo: il servizio alla città, ai nostri concittadini e soprattutto alle persone più fragili. Insieme stiamo dando un volto nuovo a questa struttura, lavorando perché nessuno rimanga indietro".
L'impostazione clinica della struttura mira ad abbracciare la dimensione emotiva e cognitiva del paziente, come sottolineato dal direttore generale delle attività sanitarie, Edoardo Bellomo: "Accompagnare i pazienti in questo percorso significa certamente permettere loro di recuperare delle funzioni, ma non è solo questo. Significa accompagnare una persona nel percorso che la conduce nuovamente alla propria vita, nelle migliori condizioni che sia concretamente possibile raggiungere. La Terapia assistita con gli animali non rappresenta una nuova attività semplicemente complementare rispetto all’ospedale, ma è uno degli strumenti attraverso i quali intendiamo arricchire il percorso di cura della persona".
Bellomo ha poi rimarcato il valore pedagogico della riabilitazione: "Noi siamo grandi costruttori di fiducia. Aiutiamo le persone ad avere fiducia nelle proprie capacità, nelle proprie competenze e nelle proprie possibilità". Dal punto di vista specialistico, il direttore sanitario dell'Ordine di Malta, Tommasangelo Petitti, ha illustrato il beneficio clinico della relazione tra il degente e il cavallo: "Il cavallo presta il proprio passo al paziente. E quindi restituisce fiducia".
A sostenere la realizzazione dell'opera, completata lo scorso 26 giugno, è stata la Nando ed Elsa Peretti Foundation. Stiven Shala, coordinatore esecutivo dell'ente, ha evidenziato come: "La Fondazione ha da sempre una forte sensibilità verso le persone fragili, verso gli animali e verso la natura. Quello che conta davvero è proprio la cura che c’è dietro la cura: quella che viene offerta ogni giorno in questo ospedale dai medici, dai terapisti e da tutte le persone che vi lavorano".
L'inaugurazione si colloca infine lungo il cammino verso le celebrazioni per i 150 anni dell'Associazione Italiana dell'Ordine di Malta, in programma nel 2027. Come ricordato dal presidente Lorenzo Borghese: "Dal 1877 al 2027 sono cambiati i bisogni, gli strumenti e le forme, ma non è cambiato il dovere di servire. Fare le cose insieme significa avere più possibilità, più chance di farle per bene, perché siamo in troppi a rimetterci se qualcosa va per il verso sbagliato".
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