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- Roma - Lunedì 1 Giugno 2026
Ottant’anni dal voto alle donne, una conquista che continua a interrogare il presente
Nel saggio di Gabriella Izzi Benedetti, il voto è visto come un passo cruciale verso la dignità e l'inclusione sociale femminile, sostenuto dalle ventuno donne nell'Assemblea Costituente. L'autrice ripercorre le battaglie per i diritti civili, sottolineando che, nonostante i progressi, persistono discriminazioni e violenze. L'anniversario invita a riflettere sull'importanza di continuare a difendere e consolidare le conquiste ottenute.
di Gabriella Izzi Benedetti
Ottant’anni fa il voto alle donne segnava una svolta storica destinata a cambiare per sempre il volto dell’Italia. Era il 1946 quando le italiane furono chiamate per la prima volta alle urne per partecipare al referendum istituzionale e all’elezione dell’Assemblea Costituente. Una conquista che rappresentò il punto di arrivo di una lunga battaglia per il riconoscimento dei diritti civili e politici femminili, ma anche il punto di partenza di un percorso che continua ancora oggi.
Nel saggio firmato da Gabriella Izzi Benedetti (nella foto), il diritto di voto viene descritto come una tappa fondamentale nel recupero della dignità e dell’inclusione sociale delle donne, dopo secoli di discriminazioni e marginalizzazione. Un processo che trovò ulteriore impulso con la presenza delle ventuno donne elette nell’Assemblea Costituente, il cui contributo fu determinante nell’introduzione di principi di uguaglianza, tutela delle minoranze, attenzione all’istruzione e difesa dei diritti sociali nella nuova Carta costituzionale.
L’autrice ripercorre un lungo viaggio nella storia, dalle prime rivendicazioni delle suffragette alle battaglie per l’accesso all’istruzione, al lavoro e alla vita pubblica. Un cammino segnato da figure simboliche come Elizabeth Cady Stanton, Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft, Anna Maria Mozzoni, Anna Kuliscioff e Maria Montessori, protagoniste di una lotta che ha attraversato secoli e continenti.
In Italia, il passaggio decisivo arrivò nel 1945, quando il diritto di voto fu finalmente riconosciuto grazie all’impegno delle forze politiche che guidarono la rinascita democratica del Paese. Negli anni successivi seguirono altre importanti conquiste: l’accesso alla magistratura e alla carriera diplomatica, la riforma del diritto di famiglia, il divorzio, la tutela dei diritti personali e il riconoscimento della piena cittadinanza femminile nella vita pubblica e professionale.
Tuttavia, il testo invita a non considerare concluso il percorso verso la parità. Nonostante i progressi normativi e sociali, persistono fenomeni come discriminazioni sul lavoro, violenza di genere, femminicidi e stereotipi culturali che continuano a limitare la piena realizzazione dei diritti delle donne. Secondo l’autrice, la vera emancipazione passa ancora attraverso cultura, educazione ed etica civile. Solo investendo nella formazione, nella consapevolezza e nel rispetto reciproco sarà possibile preservare e consolidare le conquiste ottenute in questi ottant’anni, evitando pericolose involuzioni culturali e sociali.
L’anniversario del voto alle donne rappresenta dunque non soltanto una ricorrenza storica, ma anche un’occasione per riflettere sul presente e sul futuro della democrazia, ricordando che ogni diritto acquisito richiede impegno costante per essere difeso e rafforzato.
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