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- Amatrice (Ri) - Mercoledì 23 Settembre 2026
Padre Giovanni Minozzi, il sacerdote di Amatrice che fece dell’amore per gli ultimi una missione di vita
Padre Giovanni Minozzi, sacerdote amatriciano, dedicò la vita ai bambini orfani e alle famiglie povere, fondando opere educative che perdurano nel tempo.
di Redazione
Per capire chi fosse Padre Giovanni Minozzi non basta guardare una fotografia ingiallita o leggere le date di una biografia. Bisogna immaginare i volti dei bambini rimasti senza padre dopo la Grande Guerra, le famiglie povere, i ragazzi ai quali mancavano una scuola, una casa e, spesso, persino la possibilità di immaginare un futuro.
È in mezzo a loro che questo sacerdote nato il 19 ottobre 1884 a Preta, frazione di Amatrice, scelse di trascorrere la propria vita. Una figura profondamente legata alla sua terra ma capace di costruire un'opera che avrebbe superato i confini dell'Amatriciano. Treccani lo ricorda come sacerdote promotore di importanti iniziative sociali, dagli orfanotrofi agli asili fino alle colonie agricole.
Durante la Prima guerra mondiale Minozzi fu cappellano militare e si impegnò nelle Case del soldato. Poi arrivò l'incontro e il sodalizio con padre Giovanni Semeria. Dalla tragedia lasciata dal conflitto nacque un'intuizione semplice e gigantesca allo stesso tempo: occuparsi dei figli di chi non era tornato dalla guerra.
Nel 1919 proprio Amatrice vide nascere il primo istituto dell'Opera che sarebbe diventata l'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia. Da lì l'esperienza si allargò attraverso strutture educative e assistenziali rivolte soprattutto ai giovani e alle realtà più povere del Paese. Il complesso amatriciano sarebbe diventato la casa madre dell'Opera.
Ma dietro le istituzioni, le strutture e le organizzazioni c'era soprattutto una convinzione: educare significava restituire dignità.
Minozzi non voleva semplicemente dare un tetto a un bambino. Voleva offrirgli gli strumenti per diventare adulto, imparare un mestiere, studiare, costruire autonomamente la propria esistenza. Una visione che, letta a distanza di oltre un secolo, conserva una sorprendente attualità.
Il sacerdote amatriciano fondò inoltre la Famiglia dei Discepoli e, ad Amatrice, le Ancelle del Signore, queste ultime nate nel 1940 con le prime cinque religiose.
Il suo legame con Amatrice non venne mai meno. E ancora oggi quel nome, scritto all'ingresso di un parco, di un istituto o ricordato tra le montagne della sua terra, non appartiene soltanto alla memoria religiosa. Appartiene alla storia sociale di un territorio.
Padre Minozzi morì a Roma l'11 novembre 1959. Le sue spoglie furono successivamente trasferite nella cripta della chiesa di Santa Maria Assunta nel complesso dell'Opera ad Amatrice.
Una causa di beatificazione già avviata
E c'è un capitolo importante che riguarda il presente. Non si tratta soltanto dell'ipotesi che dovrebbe esserci un processo: la causa di beatificazione di Padre Giovanni Minozzi è stata effettivamente avviata.
Il decreto di apertura della causa risale al 7 maggio 1999; l'inchiesta diocesana prese formalmente avvio nel 2008 e la fase diocesana si concluse nel novembre 2011. Successivamente la Congregazione delle Cause dei Santi richiese ulteriori testimonianze e la fase supplementare dell'inchiesta diocesana venne chiusa il 14 aprile 2014, con la trasmissione degli atti alla Congregazione vaticana.
Le fonti dell'Opera continuano oggi a indicarlo come Servo di Dio, titolo utilizzato per chi è oggetto di una causa canonica di beatificazione e canonizzazione.
La Chiesa farà il suo percorso, con i tempi e le verifiche previsti dalle procedure canoniche. Ma c'è una beatitudine, quella della memoria collettiva, che ad Amatrice sembra essere cominciata molto prima.
Perché Padre Giovanni Minozzi ha lasciato qualcosa che non entra facilmente nelle cronologie: migliaia di vite incrociate, ragazzi educati, orfani accolti, persone alle quali qualcuno, nel momento più difficile, tese una mano.
E forse il senso della sua storia è racchiuso proprio nel motto che viene associato alla sua esperienza: «Il bene sempre, comunque, dovunque».
Ad Amatrice, una terra che conosce profondamente il significato delle parole perdita e ricostruzione, ricordare Padre Minozzi significa allora parlare anche al presente. Perché gli edifici possono cadere e rinascere, i luoghi possono cambiare volto, ma alcune eredità resistono al tempo.
Quella di Minozzi è una di queste: un sacerdote partito da un piccolo paese dell'Appennino che scelse di mettere gli ultimi al primo posto e trasformò la carità in un progetto educativo destinato a sopravvivergli.
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