
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 25 Settembre 2026
Papa Leone XIV a Notre Dame: "Sette anni dopo l'incendio, qui batte il cuore di un popolo"
Il Pontefice a Parigi per la riapertura della cattedrale: "Mondo riconciliato è possibile".
Parigi ha riabbracciato il Pontefice nel cuore della sua cattedrale ritornata allo splendore. A sette anni dal devastante rogo che ha colpito l'edificio, Papa Leone XIV ha varcato la soglia di Notre Dame accolto dagli applausi e dai cori dei fedeli per la celebrazione dei vespri, dedicando un momento di preghiera davanti alla cappella della Corona di Spine e al Santissimo Sacramento.
“Sono passati sette anni da quando il mondo intero, col fiato sospeso, ha osservato la cattedrale avvolta da un incendio spaventoso. Anche allora abbiamo sollevato lo sguardo, sconcertati, riconoscendo l’umana insufficienza di fronte all’imponderabile. Quel dolore non fu dei soli cattolici, né dei soli credenti. Ci accorgemmo, in quell’ora drammatica, che Notre-Dame è più di un monumento. La corale partecipazione alla ricostruzione e ora lo splendore del risultato rivelano che qui batte il cuore di un popolo, che ci troviamo al centro vitale di una civiltà, che si abbracciano passato e futuro, che si incontrano cielo e terra”, ha dichiarato il Papa durante l'omelia.
Il Santo Padre ha sottolineato il valore simbolico e spirituale della visita e della rinascita del tempio parigino: “Ho desiderato incontrarvi in questo luogo-simbolo della Chiesa in Francia. È stata per me una gioia varcarne la soglia, poco fa, come avviene ogni giorno a migliaia di fratelli e sorelle che giungono qui da tutto il mondo. Il semplice fatto di entrare, ci pone di fronte a una bellezza che parla al nostro cuore inquieto e lo chiama alla pace. Nel restituire questo spazio all’intera umanità, è stato giustamente inteso quanto ogni visitatore possa lasciarsi rigenerare da ciò che vede, ascolta e prova.
Le Istituzioni – pubbliche, ecclesiali e private – coinvolte nel restauro di Notre-Dame, col loro specifico contributo, hanno così concorso a riattivare i percorsi culturali, esistenziali e spirituali che la Cattedrale dischiude. In questo contesto, la Chiesa ha interpretato il proprio compito in termini non solo di conservazione, ma anche di creatività, facendo vivere la tradizione con l’audacia di chi ha fede ed è rivolto alla Speranza”.
Rivolgendosi ai fedeli e alle gerarchie ecclesiastiche, Leone XIV ha poi richiamato il valore profondo dell'unità: “La liturgia rimane in questo uno specchio della vita. La gioia eucaristica si afferma e si diffonde dove l’armonia è ritrovata, dove la dignità rinasce, dove l’autorità si fa servizio, dove la libertà si rimette in cammino. È il dono più grande che possiamo condividere. Mettete dunque al di sopra delle vostre personali sensibilità la comunione col successore di Pietro e con la Chiesa, per coltivare l’unità del popolo di Dio. Insieme, saremo la profezia che un mondo riconciliato è possibile”.
La giornata parigina è stata preceduta da un caloroso scambio istituzionale tra il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Nel telegramma inviato prima del decollo, Leone XIV ha espresso i propri "fervidi auspici per il bene e la prosperità dell’intera Nazione italiana", affidando il viaggio "alla Vergine Maria, alla cui intercessione affidiamo il desiderio di pace e riconciliazione tra i popoli". Mattarella ha risposto sottolineando che il messaggio del Papa "incoraggia all’unità e alla coesione, suscita un impegno positivo indirizzato alla ricerca del bene comune e al servizio della persona umana", ricordando la figura di Robert Schuman e sottolineando come "il processo d’integrazione alimenta e sostiene l’ordine multilaterale basato sulle regole, argine irrinunciabile al predominio indiscriminato della forza".
La tappa a Notre Dame ha anche sigillato una giornata intensa, iniziata all'Eliseo con il presidente Emmanuel Macron e proseguita presso la sede dell'Unesco, dove il Papa ha rivolto un fermo appello al disarmo nucleare, definito la guerra “la più terribile delle opere umane” e lanciato un monito sull'uso etico dell'intelligenza artificiale e sulla tutela della dignità umana.
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