
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026
Parolin: "Sulle istituzioni multilaterali serve una riforma seria"
Il Segretario di Stato vaticano analizza le crisi globali: "Il tramonto dell'Onu aprirebbe a uno scenario senza regole". E sul riarmo avverte: "Il dialogo non è debolezza, l'escalation militare non guarisce le ferite".
Un appello urgente per il rilancio della diplomazia multilaterale e una condanna ferma della corsa globale al riarmo. In un'intervista rilasciata al mensile Jesus, il cardinale Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, traccia un'analisi lucida delle principali tensioni internazionali, partendo dalle debolezze strutturali degli organismi sovranazionali.
"Le Nazioni Unite e altre istituzioni multilaterali mostrano limiti evidenti: paralisi del Consiglio di Sicurezza, burocrazia, influenza dei grandi donatori", ha evidenziato il cardinale. "Tuttavia, il loro tramonto sarebbe peggiore: aprirebbe a uno scenario inquietante in cui le grandi potenze si spartiscono le rispettive sfere di influenza senza regole".
Per scongiurare questo rischio, secondo la Santa Sede, "la strada è quella di una riforma seria: maggiore rappresentatività (Africa, America latina, Asia), limitazione dell'abuso del veto, potenziamento delle capacità di peacekeeping e prevenzione, lotta alla corruzione interna".
Spostando l'attenzione sul conflitto in Medio Oriente, il porporato ha ribadito la posizione tradizionale del Vaticano sul futuro di Israele e Palestina, sostenendo la soluzione dei due Stati: "Se qualcuno ha soluzioni migliori da offrire, ben venga! Ma finora tale prospettiva resta l'unico orizzonte politico in grado di garantire una pace giusta e duratura".
Parolin ha poi difeso il valore del confronto politico rispetto alla risposta bellica, respingendo le accuse di utopia: "L'affermazione che la pace non si impone ma si costruisce con il dialogo non è ingenuità, al contrario! La forza militare può fermare un'aggressione o imporre una tregua, ma non guarisce le ferite, non riconcilia le memorie e spesso semina odio per le generazioni successive", ha spiegato, aggiungendo che "il dialogo appare debole solo a chi ha una visione miope" e che "il dialogo vero non è cedimento, ma ricerca paziente di convergenze possibili su interessi condivisi, per poi affrontare le questioni più divisive. È l'unico modo per uscire dalla logica dell'escalation infinita che stiamo vedendo oggi".
Infine, il Segretario di Stato si è espresso sulla crescita delle spese militari globali a scapito delle politiche sociali ed ecologiche: "La Chiesa riconosce il diritto alla legittima difesa, ma denuncia con forza il fatto che il flusso sistematico di fondi per le armi, invece che per scuole, ospedali, transizione ecologica nei Paesi poveri, contribuisca all'instaurarsi di un sistema che rischia di distorcere completamente le priorità".
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